| Omelia (10-09-2026) |
| Missionari della Via |
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L'amore al nemico? Il Vangelo di oggi è così alto che, pensando sia impossibile vivere, verrebbe da strappare questa pagina... L'amore al nemico è scandaloso, ma Cristo è scandaloso per il mondo, per questo Egli ci dice «Beati coloro che non si scandalizzeranno di me!» È Gesù che ha amato il nemico. È Lui che ha vissuto la vita straordinaria e noi, in quanto cristiani, siamo chiamati a fare cose straordinarie. Infatti ci ricorda Gesù: «se amate quelli che vi amano che fate di straordinario?». Noi non possiamo vivere una cosa normale, non possiamo accontentarci; d'altronde, come potremmo annunciare il Vangelo se non indichiamo una cosa straordinaria? Come possiamo essere credibili, come possiamo attirare i lontani se non mostriamo con la nostra vita il di più, il bello che viene dal vivere in Cristo? Possiamo accettare di tirare a campare in maniera mediocre? Non somiglieremmo a quel sale che, perso il suo sapore, viene gettato via e calpestato dagli uomini? La vita cristiana è una chiamata allo straordinario! Gesù si appella alla nostra sete di grandezza e orrore della mediocrità. Malgrado la nostra mediocrità, i nostri limiti, i nostri peccati non possiamo smettere di pensare e puntare in alto. Per questo Gesù ci parla di qualcosa che deve essere portata fuori dal suo ovvio. Il non rispondere al male con il male, il perdonare, il continuare ad amare è il modo per non diventare cattivi di fronte alla cattiveria. Spesso, infatti, ciò che viviamo di negativo ci porta a peggiore: viviamo nel risentimento, nel rancore, nella tristezza, nell'incapacità di aprirci nuovamente all'amore, alla generosità, all'amicizia Dunque rispondere al male con il bene è vivere nella libertà dei figli di Dio! È non rispondere in modo scimmiesco all'agire dell'altro. Un cristiano non reagisce ma agisce sempre in maniera evangelica, o almeno ci prova! Se l'altro ha odio io posso dare amore; mica gli altri decidono cosa devo fare! Se l'altro mi sparla, certo mi addolora, ma posso rispondere benedicendo, perlomeno tacendo. Sono una scimmia, un imitatore del male di ciò che l'altro mi fa, o ho una mia identità? Se l'altro si comporta verso di me in modo cattivo io che faccio? Rispondo così come l'altro o come mi ama il Signore? Lui ci ha chiamato ad una vita originale non ad essere una fotocopia della vita altrui; Egli ci chiama ad una vita che ha la sua sorgente nella vita con Lui. È Cristo che ci dona la grazia di perdonare e amare come Lui ha fatto. Gesù prima di chiederci cose straordinarie ci dona la grazia e la forza di fare cose straordinarie, non è certo bravura umana! Se rispondiamo alle mediocrità degli altri saremo mediocri come gli altri, se rispondiamo come Cristo saremo altri Cristo. «Questa è la nostra verità, la tua verità è il bene, tu non sei vero quando sei egoista, tu sei vero quando ami, tu non sei vero, autentico, te stesso, quando reagisci con violenza alle cose, tu sei vero quando perdoni, tu sei vero quando ti apri all'amore. (...) Tu sei fatto per il bene, sei fatto per la luce, per la gioia, per l'amore, sei fatto per stare con gli altri felice di starci. Tu sei fatto per essere contento di come sei fatto, (...) tu non puoi disprezzare ciò che fa Dio, e tu sei un'opera di Dio, tu non puoi disprezzare una cosa che Dio ama, e a te Dio ti ama» (don Fabio Rosini). |