Omelia (06-09-2026)
Omelie.org (bambini)


Che cosa fai quando qualcuno ti fa un torto? Facciamo un esempio concreto.
Immaginate che un vostro compagno vi abbia preso una cosa senza chiedervela. Qual è la vostra reazione? Probabilmente mi direte: "Gliela prendo anch'io!"; "Lo dico alla maestra!"; "Mi arrabbio! Non gli parlo più! "Lo dico agli altri!"
Gesù ci insegna una cosa difficile: quando qualcuno ti fa del male, non andare subito a raccontarlo a tutti. Prima prova ad andare da lui.
Come è difficile per noi questo! Preferiamo che lo sappia tutto il mondo ma non abbiamo il coraggio di affrontare la persona che ci ha fatto un torto.
Invece Gesù ci esorta proprio ad andare da lui. Noi vorremmo sempre che l'altro ci chiedesse scusa. Se qualcuno ci offende è lui che per primo deve chiederci scusa. Per Gesù questo non vale. Anche se il torto è dell'altro tu devi fare il primo passo verso la riconciliazione; non solo: non lo devi dire a nessuno per non metterlo in cattiva luce e per non farti alleati contro di lui.
"Se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello". Gesù non dice: "Se ti ascolterà avrai vinto la discussione".
Dice: "Se ti ascolterà avrai guadagnato tuo fratello". Quando litigo con un amico, che cosa voglio veramente? Voglio dimostrare che ho ragione, oppure voglio ritrovare il mio amico?
Per Gesù una persona vale più della vittoria in una discussione. A volte abbiamo ragione, ma perdiamo un amico. Gesù ci insegna invece: non cercare di vincere contro tuo fratello; cerca di riconquistare tuo fratello.
Se però non ti ascolta puoi dirlo a una o due persone e se non ascolta nemmeno loro puoi dirlo alla assemblea e se non ascolta nemmeno l'assemblea "sia per te un pagano o un pubblicano".
Cosa vuol dire sia per te un pagano o un pubblicano? Nel Vangelo di Matteo i pagani e i pubblicani sono quelli per cui Cristo dona la vita, ossia sono persone da amare. Quindi il Signore ci sta dicendo che se la persona che ci ha fatto un torto è incorreggibile dobbiamo cercare semplicemente di amarla così come è senza pretendere che cambi.
Tutto il resto del discorso che abbiamo ascoltato sottolinea l'importanza di essere in comunione, di vivere in accordo. Gesù dice espressamente "dove sono due o tre sono riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro"
Questa frase afferma che se siamo uniti nel nome di Gesù, cioè con l'intenzione di volerci bene, Gesù è in mezzo a noi. Ma ancora di più sappiamo che è proprio perché siamo uniti a Gesù che possiamo essere uniti tra di noi. Per farvi capire questa splendida verità mi servo dell'immagine della ruota. Tutti conosciamo le ruote. Prendiamo come esempio la ruota della bicicletta. In mezzo vi è un fulcro chiamato "mozzo" dove convergono tutti i raggi. I raggi della bicicletta per poter rimanere uniti e per poter camminare insieme devono restare uniti al centro, al mozzo e non cercare di unirsi tra di loro. Questa è anche la nostra vita. I raggi della bicicletta siamo noi, Gesù è il mozzo. Quando ognuno di noi è saldamente unito a Gesù riesce a essere unito anche a tutti i fratelli e le sorelle.
Quindi la frase " dove due o te sono riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro" potrebbe comprendersi anche in questi termini: "Poiché io sono in mezzo, ossia sono il centro della loro vita, sono l'orientamento delle loro scelte, queste persone sono unite tra di loro". Gesù non dice semplicemente: "io sono con loro", ma "io sono in mezzo a loro". Questo è molto significativo. Quand'anche infatti noi litigassimo se Gesù è non solo con noi ma in mezzo a noi, egli ci separa ma per unirci. Immagina due persone che litigano. Sono una di fronte all'altra, ma la rabbia le ha separate. Arriva una terza persona e si mette in mezzo. Può sembrare che le separi: "Tu da una parte, tu dall'altra". Ma proprio mettendosi in mezzo può diventare il ponte attraverso il quale i due tornano a guardarsi.
Ringraziamo il Signore per averci illuminato anche questa domenica con la sua Parola e chiediamogli la Grazia di tenerlo sempre al centro del nostro cuore.
Facciamo il proposito di non riferire a nessuno se subiamo un torto, ma di parlare solo con il diretto interessato.
Buona domenica!
Commento a cura di Tiziana Mazzei