Omelia (02-09-2026)
don Michele Cerutti
No a un Messia domestico

I nazaretani fanno di tutto per eliminare Gesù. Gli abitanti di Cafarnao invece lo vogliono trattenere.
La folla, vedendo i miracoli, cerca di chiuderlo nel proprio perimetro e nei propri bisogni immediati. È una dinamica umana in cui cadiamo spesso anche noi: vogliamo un Messia domestico che risolva i nostri problemi a comando e stia fermo dove vogliamo noi.
Gesù spezza questa pretesa: «Bisogna che io annunci il regno di Dio anche alle altre città». Lui non si lascia sequestrare dalle nostre ansie di possesso. La fede non è un recinto protettivo, ma un cammino che esige di andare oltre, di spendere i nostri talenti e di saper guardare al bene degli altri senza la paura di perdere tempo.
Sappiamo lasciare libero il Signore di agire, o cerchiamo continuamente di trattenerlo per i nostri soli bisogni?