Omelia (05-09-2026)
Missionari della Via


Siccome secondo i farisei il riposo del sabato significa (in semplicità) che non bisogna fare niente, essi accusano i discepoli di Gesù di trasgredire questa legge perché per mangiare stanno lavorando. Stanno compiendo qualcosa di illecito. Nella tradizione ebraica le categorie di azioni proibite il sabato erano trentanove, tra le quali il divieto di arare, di seminare, di mietere, di trebbiare, di preparare il cibo... Dunque i discepoli, secondo queste leggi, secondo il modo di pensare di alcuni farisei, stanno compiendo qualcosa di illecito. In fondo, questo tipo di persone ci sono anche oggi: sono quelli che criticano tutto e tutti! Sono quelli che pensano di avere la verità in pugno e sono loro a decidere ciò che è lecito o meno. Per questo, davanti all'uomo sofferente, il loro primo pensiero non è il suo bene ma capire cosa è lecito e cosa non lo è! Quando immaginiamo Dio, pensiamo subito a uno che proibisce, un Dio che ci dice continuamente cosa è lecito e cosa non lo è, con il risultato di vederlo come "il Signor no", che opprime i suoi figli! Questa è la menzogna che il diavolo ha instillato nel cuore dell'uomo. Invece i sì di Dio sono per la vita, i suoi no sono per evitare la morte ed essere felici! Ciò che favorisce la vita è lecito, ciò che è contro la vita dell'uomo è illecito. È davvero tremenda l'immagine di un Dio che è lì a fare il sorvegliante, con tutte le proibizioni. Dio non proibisce niente. Ci proibisce solo ciò che ci fa male. E se ci facciamo male cosa fa? È medico, non giustiziere...

«Cosa fece Davide quando ebbe fame? Il problema non è il lecito o il non lecito. Il problema è che ha fame. Fame indica bisogno. La misura del lecito e dell'illecito è il bisogno dell'uomo. E l'uomo ha tante fami. Soprattutto fame di senso, di vita, di amore, di pienezza, di felicità... Riconoscere la propria fame, i propri bisogni più profondi. Noi siamo ingannati proprio su questi. L'uomo non è fame di cose da tenere in mano. Non è fame di persone da stritolare, da possedere. Non è fame di Dio da sequestrare, da analizzare, da controllare: è fame di qualcos'altro. È fame di amore, dono, perdono, relazioni... Questa fame è il principio del lecito e dell'illecito. Ciò che sazia davvero questa fame è lecito e doveroso. Ciò che non la sazia è una droga che non è lecita e fa male e quando la provi ti accorgi che è sbagliata, che non ti sazia, che non basta mai. La misura del lecito è la nostra fame che si sazia. E uno si accorge se il cuore è sazio, perché ha gioia»
(p. Silvano Fausti).