Omelia (03-09-2026)
Missionari della Via


Il Vangelo di oggi inizia con l'insegnamento di Gesù seduto sulla barca di Pietro; terminato di parlare, dice a Pietro di prendere il largo e di andare a pescare. A Pietro sembra strano: ha già pescato ma senza successo eppure si fida della Parola del Signore, getta le reti e vede dei risultati straordinari! A questo punto, vista la pesca enorme, ha una reazione: «Signore allontanati da me che sono un peccatore». Pietro è consapevole dei suoi tanti limiti e pensa di non poter stare vicino al Signore. Il punto da chiarire di questa frase è che non vi è niente di inesatto nel fatto di dichiararsi peccatore; l'errore è pensare che per questo il Signore si debba allontanare. Gesù dice il contrario: guarda ora staremo insieme e faremo grandi cose. Noi non possiamo negare il peccato ma questo diventa il luogo del perdono, questo è la partenza della nostra missione. Noi spesso diamo tante letture catastrofiche al nostro peccato, alle nostre povertà; questo testo invece ci pone davanti ad un cambio, una lettura diversa della realtà, persino del peccato. Dio ha un altro sistema per farci vedere la bellezza che è nascosta in noi. Il Signore non ci chiama con rimproveri, come spesso facciamo noi quando la gente si comporta male. Ci mostra invece che è bello stare con Lui, che si possono fare cose straordinarie quando lo facciamo salire sulla barca della nostra vita! Ecco, lasciamo che Dio ci insegni a leggere il peccato secondo quello che Lui può fare per noi e con noi!

«Anche oggi viene detto alla Chiesa e ai successori degli Apostoli di prendere il largo nel mare della storia e di gettare le reti, per conquistare gli uomini al Vangelo - a Dio, a Cristo, alla vera vita» (Benedetto XVI). «Questa è la logica che guida la missione di Gesù e la missione della Chiesa: andare alla ricerca, "pescare" gli uomini e le donne [...] per restituire a tutti la piena dignità e libertà, mediante il perdono dei peccati. Questo è l'essenziale del cristianesimo: diffondere l'amore rigenerante e gratuito di Dio, con un atteggiamento di accoglienza e di misericordia verso tutti, perché ognuno possa incontrare la tenerezza di Dio e avere pienezza di vita»
(Papa Francesco).