Omelia (01-09-2026)
don Michele Cerutti
Taci

Il brano del Vangelo di oggi ci porta nella sinagoga di Cafarnao, dove la gente sperimenta qualcosa di totalmente nuovo: lo stupore di fronte a una parola che possiede un'autorità reale. Non è l'autorità dei decreti umani o delle lezioni teoriche dei dottori della legge. È l'autorità di Dio, una forza vitale che tocca il cuore e trasforma la realtà.
In questa sinagoga avviene un fatto drammatico. Un uomo posseduto da uno spirito impuro comincia a gridare. È interessante notare che il demonio dice una verità teologica esatta: «Io so chi tu sei: il Santo di Dio!». Conosce l'identità di Gesù, ma non ha una relazione con Lui; la sua è solo una conoscenza intellettuale e distaccata, mossa dal terrore e dall'opposizione. Il male vuole stabilire una distanza: «Che c'è tra noi e te?».
Ed è qui che interviene l'ordine secco di Gesù: «Taci! Esci da costui!». Gesù non dialoga mai con il male, non fa compromessi e non accetta che la verità sulla sua identità sia proclamata da una fonte di divisione. Ma l'aspetto più bello e consolante di questo miracolo è il dettaglio finale: lo spirito impuro, prima di uscire, getta l'uomo a terra in mezzo a tutti, ma lo lascia senza fargli alcun male.
Fratelli e sorelle, questo dettaglio ci rivela il cuore del ministero di Gesù. La sua autorità non serve a schiacciare l'uomo, ma a liberarlo da ciò che lo opprime. Il male fa rumore, agita la nostra vita, cerca di distruggerci, ma di fronte alla parola di Cristo è impotente.
Oggi questo Vangelo interroga ciascuno di noi:
• Quali sono le voci "impure" che gridano dentro di noi? Forse la voce del senso di colpa, del rancore, dell'ansia per il futuro, o la tentazione di credere che Dio sia un giudice distante e non un Padre.
• Come ascoltiamo la Parola di Dio? Ci limitiamo a una conoscenza teorica, come il demonio del racconto, o permettiamo alla Parola di scendere nel profondo e di purificare le nostre vite?
Accogliamo anche noi oggi l'autorità liberatrice di Gesù. Lasciamo che il Suo silenzio metta a tacere le nostre paure e che la Sua forza scacci tutto ciò che ci allontana dall'amore. Chiediamo la grazia di stupirci ancora, come la folla di Cafarnao, di fronte a un Dio che usa il Suo immenso potere solo ed esclusivamente per guarirci e rimetterci in piedi.
Amen.