Omelia (01-09-2026)
Missionari della Via


«Nella sinagoga c'era un uomo che era posseduto da un demonio impuro». È interessante questa sottolineatura: quest'uomo posseduto da uno spirito impuro se ne stava tranquillamente nella sinagoga, nessuno gli diceva nulla, era un uomo che noi oggi chiameremmo un cattivo cristiano praticante! Quante volte ci capita di criticare quelli che frequentano le chiese, anche con assiduità, che poi con il loro comportamento invece di edificare scandalizzano, invece di attirare persone a Cristo le allontanano. Siamo spesso anche bravi a trovare i difetti degli altri per giustificare i nostri. Ora ci è utile domandarci: prima di guardare il comportamento degli altri e di criticare, il mio agire fuori dalla chiesa è coerente con quello che professo all'interno della chiesa? Perché «Chi ascolta la parola di Dio deve pensare che deve realizzarsi quanto ascolta: non deve cercare di lodare con la lingua la parola di Dio e poi non tenerla in nessun conto nella vita. Poiché, se son dolci le massime quando si ascoltano, quanto più dolci devono essere quando si mettono in pratica!» (s. Agostino).

Ora, questo uomo del Vangelo, all'incontro con Gesù cominciò a gridare forte: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». Gesù che viene a rovinare sembra alquanto strano ma è proprio vero: Gesù viene a rovinare ciò che di cattivo c'è in ogni uomo. C'è gente che si è seduta bene sui propri vizi che non vuole essere scomodata. E così, quando viene alla luce ciò che c'è di cattivo, quando siamo chiamati a cambiare in meglio, ciò che "ci possiede" si ribella. In fondo i vizi non muoiono di morte naturale ma occorre combatterli ogni giorno. Vi capita mai di vedere persone che hanno il vizio del gioco o del fumo o dell'alcol o delle droghe come soffrono, come combattono quando devono smettere? Ora anche noi domandiamoci: cosa ci possiede, quale vizio ci portiamo dietro, quale è quell'aspetto negativo al quale in fondo ci abbiamo attaccato il cuore? Spesso sappiamo che una cosa è sbagliata eppure non facciamo nulla perché in fondo ci siamo affezionati! Che il Signore ci aiuti a farci una sana violenza, a noi e non agli altri, dato che come sta scritto: «il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono» (Mt 11,12).

«Spesso per l'uomo l'autorità significa possesso, potere, dominio, successo. Per Dio, invece, l'autorità significa servizio, umiltà, amore» (Benedetto XVI).