| Omelia (23-08-2026) |
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COMMENTO ALLE LETTURE Commento a cura di padre Alvise Bellinato CHIEDERE L'IMPOSSIBILE Nei Vangeli vengono descritti molti miracoli di Gesù. Sono miracoli di vario genere, guarigioni fisiche, liberazioni da demoni, segni portentosi. Una cosa curiosa che Gesù compie è questa: dopo il miracolo, raccomanda a colui che è stato miracolato, di non dire a nessuno ciò che gli è capitato. Gli raccomanda caldamente di mantenere il segreto. Ovviamente, nessuno obbedisce al comando di Gesù. Tutti coloro che sono stati miracolati, cominciano a proclamare a destra e a manca la grazia che hanno ricevuto. Ne parlano in tutti i modi. Raccontano a tutti ciò che è loro accaduto. Qualcuno addirittura, diventa un evangelizzatore, sceglie cioè di dedicare tutta la sua vita a proclamare ovunque ciò che Gesù ha compiuto... in pratica fa l'esatto contrario di ciò che Gesù gli aveva ordinato. Contro la volontà di Gesù, i miracolati diventano i primi evangelizzatori. E sono molto efficaci: tanta gente decide di diventare discepola di Gesù dopo aver ascoltato coloro che erano stati da lui guariti. I Vangeli non ci riportano nemmeno un caso di qualcuno che abbia obbedito a Gesù e sia stato zitto, custodendo nel silenzio la guarigione che aveva ricevuto. D'altra parte noi ci possiamo chiedere onestamente: come fa uno che era paralitico a tornare a casa con le proprie gambe e non dire nulla ai suoi familiari di ciò che gli era accaduto? O uno che era cieco a non dire nulla a quelli della sua casa circa il fatto che ora ci vede? Potremmo dire che Gesù chiede una cosa impossibile da mettere in pratica. Chiede di tenere nascosta una cosa evidente, clamorosa, impossibile da nascondere. Possiamo affermare con un certo grado di certezza che Gesù, che conosce meglio di qualsiasi altro il cuore umano, mentre chiedeva di mantenere il segreto, sapeva benissimo che nessuno lo avrebbe ascoltato. Eppure lo chiede lo stesso. Allora oggi ci facciamo una prima domanda abbastanza semplice: ha senso chiedere a qualcuno una cosa che sappiamo con ragionevole certezza non verrà eseguita? In generale: ha senso chiedere ancora qualcosa che nessuno fa? Papa Leone ci risponderebbe: "Certo. Ha senso. E dobbiamo continuare a chiederlo". Ha senso chiedere ancora ai giovani di custodire la castità prima del matrimonio? Qualcuno potrebbe obiettare: "Ma non lo fa nessuno!". Eppure la Chiesa deve continuare a chiederlo. Senza arrendersi. Mai. Non importa se verrà criticata. Non importa se verrà accusata di essere "medievale" e poco moderna. Non importa se verrà presa in giro e accusata di non essere in contatto con la realtà. Ci sono cose che la Chiesa deve continuare a chiedere, se vuole obbedire al Padre come Gesù, anche se pare che nessuno le metterà in pratica. IL SEGRETO DA CUSTODIRE Una seconda domanda: qual è il motivo per cui Gesù chiede ai miracolati di stare zitti? Il motivo è il seguente: non vuole che la gente sappia che lui è il figlio di Dio. O meglio: non vuole che la gente lo sappia adesso. Gesù vuole fare la volontà del Padre. E la volontà del Padre è che questo segreto non sia rivelato adesso, durante il ministero pubblico, per evitare malintesi politici. Tale segreto si svelerà e si compirà apertamente solo con la passione, la morte in croce e la risurrezione. È questo ciò che i teologi chiamano il segreto messianico. La frase che Pietro dice oggi a Gesù, nel Vangelo «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente!» è il segreto messianico, e deve rimanere segreta. Nessuno la deve conoscere. Perfino quando i demoni, uscendo dalle persone possedute, gridavano quella frase, Gesù ordinava loro subito di stare zitti. Nessuno la doveva sentire quella frase. I teologi ci dicono che i motivi principali di questo segreto messianico sono sostanzialmente tre: 1. evitare equivoci politici: all'epoca si cercava un Messia politico o militare che liberasse Israele dai Romani. 2. Ridefinire il ruolo: Gesù voleva far capire che la sua vittoria passava attraverso la sofferenza e la croce, non attraverso il potere terreno. 3. Focalizzare il messaggio: evitare che la gente cercasse solo miracoli o spettacolo. Ovviamente, per quanto Gesù lo chiedesse, questo segreto era veramente difficile da mantenere. Il guaio è che, anche se tutti fossero stati zitti, le opere parlavano da sé. Le opere di Gesù gridavano a gran voce che egli è il figlio di Dio. Solo il figlio di Dio può resuscitare i morti, sanare i lebbrosi, far camminare i paralitici, ridare la vista ai ciechi e l'udito ai sordi... Le opere parlano più forte delle parole. IL SEGRETO RIVELATO Terza domanda: perché Gesù oggi, nel Vangelo, rivela il segreto messianico? Gesù stesso, che aveva sempre fatto il massimo per tenere nascosta la sua vera identità alla gente, guida oggi i suoi discepoli a conoscere il segreto messianico. Non lo fa in pubblico. Non lo fa davanti alle folle. In privato, in luogo appartato, davanti ai suoi amici, permette a Pietro di riconoscerlo per quello che lui è veramente: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente!». Ma immediatamente dopo "ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo". Il segreto rimane. Ma solo per la gente. Non per i suoi amici. Per un istante Gesù ha fatto filtrare nella mente dei suoi amici un raggio della sua luce, si è fatto conoscere profondamente, si è fatto vedere nella sua identità nascosta. Solo i suoi amici conosceranno il suo segreto d'ora in poi, confermato dal Maestro in persona. Gli altri continueranno a formulare ipotesi su di lui. «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». Solo Pietro ha conosciuto il segreto. E lo ha rivelato agli altri. Non perché è più intelligente degli altri. Non perché è migliore degli altri. «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli». Anche oggi c'è chi dice che Gesù è un grande uomo, chi dice che è un rivoluzionario, chi dice che è un filosofo, chi dice che è un profeta, un personaggio importante, un riformatore, un ideologo, un taumaturgo... Ma solo Pietro dice: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente!». È questo il segreto rivelato, il kerygma che la Chiesa è ora chiamata ad annunciare a tutti i popoli, senza temere di essere fraintesa, disprezzata, perseguitata. Ora che Cristo è risorto, non esiste più il segreto messianico. Ora non solo possiamo, ma anche dobbiamo rivelare a tutti questo segreto. Questo segreto Gesù lo rivela oggi perché i suoi amici abbiano la forza di superare lo scandalo della sua passione e morte. Se lo ricorderanno. E questo li aiuterà nei momenti più bui e difficili. QUALCHE TRACCIA DI RIFLESSIONE Come conclusione, possiamo riflettere oggi su cinque punti, che porteremo nel cuore, una volta giunti alle nostre case: 1. La Chiesa, cioè noi, deve continuare ad annunciare con franchezza al mondo, in tutti gli ambienti, che Gesù è il Cristo, il figlio del Dio vivente. Se non lo fa, viene meno alla sua vocazione. 2. Il Papa, successore di Pietro, deve continuare nella Chiesa ad essere guidato non dalla carne, né dal sangue, ma dal Padre che è nei cieli. La sua missione non è di compiacere, ma di essere testimone. Noi lo seguiamo non perché è più intelligente degli altri, ma perché crediamo che il Padre lo guida. 3. I ministri della chiesa non devono aver paura di continuare a chiedere, agli uomini e alle donne del mondo, e specialmente ai giovani, cose che sembrano impossibili. Ciò che sembra impossibile agli uomini è possibile a Dio. 4. I sofferenti, possono trovare davvero, nella professione di fede di Pietro e nel nostro servizio gratuito, il coraggio per continuare a sperare. Abbiamo bisogno che Dio ci aiuti a credere sempre più alla forza risanatrice dell'amore incondizionato. 5. I nostri fratelli e sorelle defunti, sperimenteranno veramente che Gesù è il figlio del Dio vivente (non, come diceva Guccini, del Dio morto), e noi possiamo stare sereni pensando a loro, e sentire la consolazione del Vangelo. Con le parole di un noto canto, oggi diciamo insieme a Gesù: "Signore, fa' che la mia fede sia sempre operosa nella carità, e testimonianza e alimento di speranza. Tu sei il Cristo! Tu sei il Signore! Ti seguiremo per le vie del mondo. Uniti a te faremo cose grandi e porteremo il tuo amore". |