Omelia (21-08-2026)
Missionari della Via


Nel Vangelo di oggi, un dottore della Legge domanda a Gesù: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». È una domanda importante, perché nella tradizione ebraica esistevano moltissime prescrizioni e il rischio era quello di perdersi nei dettagli, smarrendo l'essenziale. Gesù risponde unendo due testi dell'Antico Testamento: "Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente" e "Amerai il prossimo tuo come te stesso". E aggiunge: "Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti". È bellissimo: al centro della rivelazione biblica non c'è anzitutto una regola, ma una relazione d'amore. Tutto parte da lì e tutto torna lì.

Gesù usa il verbo "amerai", non "obbedirai soltanto". Questo non significa che i comandamenti non contino, ma che acquistano senso solo dentro l'amore. Senza amore, anche la religione rischia di diventare fredda, pesante, esteriore. E Gesù dice: "con tutto il cuore". Nella Bibbia il cuore non è solo il luogo dei sentimenti, ma il centro della persona, dove nascono scelte, desideri, orientamenti. Amare Dio con tutto il cuore significa mettere Lui al centro della vita, non relegarlo ai margini o ai ritagli di tempo.

Poi Gesù unisce inseparabilmente l'amore di Dio e l'amore del prossimo. Non si possono dividere. Non esiste un autentico amore per Dio che non passi attraverso la concretezza dell'amore verso gli altri. E non si tratta soltanto dei grandi gesti, ma delle piccole cose quotidiane: ascoltare, perdonare, avere pazienza, accorgersi di chi soffre, donare tempo, parole, attenzione.

Spesso pensiamo alla fede come a qualcosa da "fare" per Dio. Gesù invece ci ricorda che il vero criterio è un altro: quanto amore c'è nella nostra vita? E questo cambia tutto. Perché si può essere religiosi ma poco capaci di amare; molto praticanti ma duri nei rapporti; molto corretti esteriormente ma chiusi nel cuore. Il Vangelo invece ci riporta continuamente all'essenziale.

L'amore è il vero comandamento perché è ciò che dà unità alla vita. Quando manca l'amore, tutto si frammenta; quando c'è l'amore, anche le fatiche acquistano senso.

«È l'amore di Gesù a far nascere in noi l'amore. Cristo stesso è il criterio, il canone dell'amore vero: quello fedele per sempre, puro e incondizionato. Quello che non conosce né "ma" né "forse", quello che si dona senza voler possedere, quello che dà vita senza prendere nulla in cambio. Poiché Dio ci ama per primo, anche noi possiamo amare; e quando amiamo davvero Dio, ci amiamo davvero tra di noi. Accade come per la vita: solo chi l'ha ricevuta può vivere, e così solo chi è stato amato può amare. I comandamenti del Signore sono perciò un ordine di vita che ci risana da falsi amori; sono uno stile spirituale, che è via alla salvezza» (papa Leone XIV).