| Omelia (23-08-2026) |
| padre Ezio Lorenzo Bono |
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SINCRONIA FISIOLOGICA I. A Gabriel García Màrquez, lo scrittore colombiano, premio Nobel ed esponente del genere del "realismo magico", che ha mirabilmente espresso nel suo capolavoro "Cent'anni di solitudine", è attribuita una frase molto bella: "Ti amo non per chi sei, ma per chi sono io quando sono con te". Trovo interessante questa frase perché suggerisce che l'amore non è solo conoscenza dell'altra persona, ma relazione, o meglio reazione che la conoscenza dell'altro/a scatena in me. Se io conoscessi tutto dell'altra persona, il suo curriculum vitae, la sua storia, le sue opere... ma non provassi nessuna emozione quando sto con lei, tutta la conoscenza sarebbe solo un bagaglio di erudizione da aggiungere alla biblioteca personale, come un libro letto, messo via e mai più aperto. La conoscenza deve far scattare una scintilla, un'emozione che spinge a desiderare di conoscere di più l'altro/a, come in un circolo virtuoso, dove la conoscenza suscita la passione e la passione spinge a desiderare di conoscere di più. Ma se la scintilla non scatta, ecco che la conoscenza è solo una tra le tante altre che si aggiungono alla mente, ma non al cuore. II. Nel Vangelo di questa domenica sembra che a Gesù non importino tanto le risposte della gente alla sua domanda: "Chi dice la gente che io sia?", quanto invece quella dei suoi apostoli: "Ma voi, chi dite che io sia?". E la risposta di Pietro è perfetta, proprio da Catechismo di Pio X: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Penso che Gesù sia rimasto felice della risposta di Pietro non tanto per quella data con le parole, ma per quella che darà con la sua vita. Se Pietro, dopo quella risposta perfetta, non avesse donato la sua vita fino alla morte per quel Cristo, Figlio del Dio vivente, la conoscenza perfetta di Lui non gli sarebbe servita a granché. Tante persone hanno conosciuto, soprattutto al catechismo, la figura di Gesù, ma non è mai scattata la scintilla, quella che fa passare Gesù dalla mente al cuore, e così hanno messo via Gesù come un libro letto, o piuttosto sfogliato superficialmente e riposto negli scaffali. Tra Gesù e Pietro si instaura un gioco molto forte che va dal «Chi sei tu per me?» al «Chi sono io con te?». La fede non consiste soltanto nel sapere chi è Gesù, ma nello scoprire chi divento io quando sono con Lui. A Gesù non interessano i like che riceve sul suo profilo (ciò che dice la gente), ma gli interessa quello che diciamo noi, suoi discepoli. Così anche noi non perdiamoci dietro al consenso della gente o a rincorrere le masse per risultare di loro gradimento. Non ci deve interessare l'opinione della gente, ma quella delle persone alle quali vogliamo bene, che hanno mosso il nostro cuore. La conoscenza deve trasformarsi in vita, essere creativa, generativa, e questo non avviene automaticamente: così come non è studiando arte che si diventa automaticamente artisti, o studiando filosofia che si diventa filosofi, così non è aver studiato il catechismo o la teologia che ci fa essere automaticamente cristiani. Non è aver letto tutti i manuali sull'amore che ci trasforma in amanti. III. Per concludere. La scintilla di cui dicevamo è paragonabile a quella che scatta tra due persone quando si innamorano. Uno studio dell'Università di Leiden, in Olanda, ha analizzato ciò che accade fisiologicamente quando due persone si incontrano per la prima volta. I ricercatori hanno scoperto qualcosa di sorprendente: a predire l'attrazione reciproca non erano tanto i segnali esteriori, come i sorrisi, gli sguardi o i gesti, quanto quella che viene chiamata "sincronia fisiologica". Attraverso strumenti applicati ai partecipanti, si è rilevato che, quando nasceva un'attrazione reciproca, i loro cuori tendevano a battere in sintonia: quando accelerava il battito dell'uno, tendeva ad accelerare anche quello dell'altro; quando rallentava, rallentava anche quello dell'altro. E persino la sudorazione delle mani tendeva a sincronizzarsi. Secondo i ricercatori, questa sincronizzazione potrebbe avvenire inconsciamente attraverso la percezione di micro-espressioni, come un impercettibile battito delle palpebre o altri segnali che sfuggono alla nostra attenzione cosciente. Qualcosa di simile alla "sincronia fisiologica" avviene, in forme diverse, anche in altre relazioni profonde, come quella tra genitori e figli. Eppure rimane una domanda alla quale neppure questo studio riesce a rispondere fino in fondo: che cosa fa scattare inizialmente questa sintonia tra due persone? Il meccanismo profondo dell'innamoramento rimane ancora, almeno in parte, un mistero. In attesa che la scienza ci sveli questo mistero, creiamo noi le condizioni perché si accenda questa scintilla tra noi e Gesù. Lui è già innamorato di noi: prestiamo allora attenzione a tutti i segnali che ci invia. E forse accadrà anche a noi qualcosa di simile a quella misteriosa "sincronia": il nostro cuore comincerà a battere al ritmo del suo, fino a scoprire che essere cristiani significa proprio questo: imparare, giorno dopo giorno, a far battere il nostro cuore insieme al cuore di Dio. ____________ Per i testi delle mie riflessioni e per accedere direttamente, tramite le icone, a tutti i miei canali social, visita la mia webpage: eziobono.com |