| Omelia (15-08-2026) |
| don Roberto Seregni |
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La forza della fede Gesù era davvero un uomo libero e sorprendente. Nel Vangelo di domenica scorsa abbiamo ascoltato le sue parole sferzanti rivolte a Pietro: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?»; e oggi, al centro del Vangelo, troviamo un elogio senza precedenti rivolto a una donna pagana e straniera: «Grande è la tua fede!». Il contrasto non potrebbe essere più forte. Da una parte, Pietro, uno dei primi a essere chiamati dal Maestro, viene rimproverato da Gesù per la sua poca fede, per la sua incapacità di lasciarsi andare e di fidarsi totalmente. Dall'altra, una donna sconosciuta, straniera e pagana viene elogiata per la sua grande fede, per quella insistenza fiduciosa e appassionata che ha aperto la strada verso il cuore di Gesù. Ma il tema che vorrei provare a mettere in luce è il cammino di fede della donna. La scena si apre con le urla della sua disperazione. La cananea sbatte in faccia a Gesù il suo immenso dolore: ha una figlia tormentata da un demonio. Ma il Maestro non le rivolge nemmeno la parola. È sorprendente, se pensiamo ad altri testi evangelici, questo silenzio del Maestro. Proviamo a chiederci il perché di questa reazione di Gesù. Naturalmente, la sua non è indifferenza: il Maestro vuole far crescere la fede della donna. E la nostra. La cananea vede Gesù e urla il suo dolore, chiede un miracolo, un intervento potente di Dio. Questo è ciò che cerca. Forse anche a noi è capitato di trovarci in questa situazione. Quando va tutto bene, lasciamo Dio nel ripostiglio; ma quando c'è un problema, quando ci sentiamo stretti alle corde, ci trasformiamo in super devoti e spolveriamo Rosari, Bibbie e candele... Non che tutto questo sia sbagliato, intendiamoci. Ma la fede, quella matura, quella capace di spostare le montagne, quella che Gesù vuole suscitare nella cananea e in noi, è tutta un'altra storia. La donna cerca Gesù per strappargli una guarigione, ma Gesù la accompagna a fare un passo importante e decisivo. È il passo della fiducia e dell'abbandono. Abbiamo bisogno di riscoprire la forza della fede, la capacità di fidarci e di affidarci alle mani di colui che, per amore, si è messo nelle mani di tutti, per perdonare tutti, senza guardare il colore della pelle, il conto in banca o i titoli di studio. Proviamo a fare questo passo, proviamoci insieme. Il Signore, guardandoci dritto negli occhi, ci dirà: «Davvero grande è la vostra fede!». Don Roberto |