Omelia (15-08-2026)
diac. Vito Calella
Con i poveri e i sofferenti, controcorrente contro il Drago contemporaneo

Un'interpretazione aggiornata del Drago di Apocalisse 12:2-4a
Il «grande drago rosso con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi, la cui coda trascinò un terzo delle stelle dal cielo e le gettò sulla terra» (Ap12,3-4a) in passato rappresentava il sistema oppressivo e idolatra dell'Impero Romano.
Oggi può rappresentare la potente e spaventosa realtà dell'organizzazione globale della società occidentale. Le sette teste potrebbero rappresentare la rivoluzione industriale del XIX e XX secolo (1); il potente progresso tecnico e scientifico che ha trasformato il mondo in una casa (2); la globalizzazione della comunicazione attraverso internet e i social network sui nostri cellulari (3); la disponibilità sempre crescente di "intelligenza artificiale" in questo mondo digitale e virtuale già potente (4); l'organizzazione globale del commercio con lo sfruttamento di tutte le risorse naturali della nostra casa comune (5); La mentalità consumistica, con le "cattedrali" dei suoi centri commerciali, una mentalità sostenuta dalla sicurezza del denaro e da un'economia basata sulle regole delle transazioni finanziarie in borsa (6); regimi politici democratici e dittatoriali al servizio degli interessi di gruppi potenti che dominano e controllano tutti questi sistemi interconnessi del potere del denaro e della conoscenza tecnica e scientifica (7).
Le dieci corna potrebbero rappresentare le seguenti manifestazioni di potere: armi nucleari (1), armi tecnologiche di droni e missili (2), armi chimiche e batteriologiche (3), traffico di droga (4), tossicodipendenza (5), alcolismo (6), dipendenza dal gioco d'azzardo (7), dipendenza dalle scommesse online (8), tratta di esseri umani attraverso il dramma migratorio (9), agroindustria focalizzata unicamente sul profitto economico, senza cura per la biodiversità degli ecosistemi ecologici della nostra casa comune (10).
Le sette corone potrebbero rappresentare oggi l'interconnessione di sette sistemi di dominio: economico (1), politico (2), finanziario (3), culturale (4), dei trasporti comunicativi (5), dei social network comunicativi (6), delle notizie tecnologiche informative (7).
Quella «terza parte delle stelle del cielo, gettata sulla terra» rappresentava, secondo la mentalità apocalittica, gli angeli ribelli che seminavano il male in mezzo all'umanità. Oggi, con il progresso delle scienze umane, possono rappresentare i demoni dell'egoismo umano: una presenza insidiosa nel mondo interiore della nostra vita psicologica, già individuata dal Padre della Chiesa Evagrio Pontico (346-400 d.C.): gola, avidità di possesso e lussuria (livello degli istinti egoistici); ira, tristezza e accidia (livello dei sentimenti egoistici); superbia, gelosia e invidia (livello dei pensieri egoistici).
Preoccupazione e attenzione riguardo all'evoluzione dell'intelligenza artificiale
L'umanità sta attraversando un processo di evoluzione e trasformazione del mondo estremamente accelerato, dovuto alla crescita tecnologica del sistema del mondo virtuale dei social network e promosso dalla disponibilità dell'intelligenza artificiale in tutti i nostri telefoni cellulari. Pur riconoscendo il suo valore come strumento di supporto, si corre il rischio di affidare a questa potente applicazione l'esercizio della nostra creatività personale, la nostra capacità di pensare, riflettere, interiorizzare, valutare e prendere decisioni libere e responsabili. Qualsiasi attività e problema da risolvere, semplice o complesso, viene affidato alle risposte offerte dall'intelligenza artificiale. Questo potente "assistente" del nostro cellulare o computer sta diventando sempre più il nuovo idolo umano, associato a quello del denaro, per rafforzare e difendere ulteriormente la grande idolatria dell'esaltazione dell'individualismo umano. Ogni individuo si illude di essere autosufficiente, di non aver bisogno di nulla e di non dover cercare in Cristo, morto e risuscitato, unito al Padre nello Spirito Santo, il Signore della propria vita e dell'universo.
Qual è il significato dell'Assunzione di Maria in corpo e anima nel giorno della sua morte?
In questo contesto del mondo contemporaneo, così evoluto e complesso, la Chiesa Cattolica ci invita a lodare la Santissima Trinità contemplando la testimonianza di vita e di santità della Beata Vergine Maria, Madre di Dio, scelta come madre di Gesù, vero Dio e uomo, e Madre della Chiesa. Il fatto che sia stata assunta in cielo in corpo e anima dopo la sua morte fisica è coerente con la sua Immacolata Concezione e ci rivela la grande importanza della sua e della nostra corporeità vivente. Possiamo scegliere liberamente di fare del nostro corpo prevalentemente uno strumento luminoso per la realizzazione delle relazioni umane secondo la gratuità dell'amore divino, oppure di usare e far usare questo corpo per difendere il nostro egoismo, sottomettendolo al servizio dei poteri e della mentalità dominante della nostra cultura occidentale sempre più secolarizzata. Non consegniamo la nostra coscienza e la nostra capacità di discernere, di riflettere, di prendere decisioni libere alla guida offerta dall'intelligenza artificiale, installata nei nostri cellulari! Desideriamo contemplare la libertà di questa umile serva del Signore, Maria di Nazareth, scelta da Dio perché povera e umile, nata e cresciuta a Nazareth, un insignificante villaggio della Galilea. Maria era consapevole di essere stata scelta per la sua povertà e umiltà, come ricorda l'inizio del suo cantico: «L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva» (Lc 1,46-48a). Nella sua povertà e umiltà, illuminata dalla Parola di Dio che era solita pregare in casa e in sinagoga, Maria era in comunione con tutti i poveri e gli umili del popolo d'Israele e del mondo intero, perché il regno di Dio, di pace e di giustizia, non si realizza con i potenti della terra e con coloro che scelgono di credere negli idoli di questo mondo, creati dall'astuzia e dall'egoismo degli uomini. Questo è il significato del cambiamento di prospettiva cantato da Maria. Come «tutte le generazioni la chiameranno beata per la sua umiltà», così Dio «innalzerà gli umili e abbasserà i superbi e i potenti, sazierà gli affamati e rimanderà a mani vuote i ricchi, avrà pietà del suo popolo» (cfr. Lc 1,51-56), cioè di quel piccolo resto di persone povere e umili che non hanno mai smesso di confidare unicamente in Dio Creatore, Liberatore e Santificatore. Incredibilmente, mentre ci sentiamo impotenti e oppressi dal Drago contemporaneo del contesto storico e culturale attuale, il Regno di Dio, che ha Gesù Cristo, morto e risuscitato, come Re e Signore, si sta realizzando in questo mondo attraverso la testimonianza di fede, speranza e amore di un piccolo resto di poveri e sofferenti che hanno scoperto e valorizzato la presenza divina dello Spirito Santo nelle loro vite, vite già segnate da storie di peccato, vizi ed egoismo, ma liberate grazie all'azione dello Spirito Santo che ha operato attraverso il dono della Chiesa, con i suoi mezzi di salvezza. Tra essi prevalgono la Parola di Dio pregata e meditata nei gruppi di studio biblico; i sacramenti, specialmente la comunione eucaristica e l'esperienza della condivisione e della comunione, arricchita dalla preghiera di intercessione di tutti i santi. Questo piccolo resto di poveri e sofferenti, consapevole della meravigliosa dignità dell'essere umano, creato a immagine e somiglianza di Dio e reso figlio amato del Padre, è ora parte integrante di questa Chiesa pellegrina e missionaria su questa Terra! È questo piccolo resto di poveri e sofferenti che ci invita a identificare la Madonna della Gloria con quella donna, «arca della nuova alleanza, vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle» (cfr. Ap 11,19a-12,1). Sì, perché lei, a capo della moltitudine di santi che intercedono per la Chiesa pellegrina in questo mondo, la incoraggia a perseverare nella lotta contro questo Drago contemporaneo e a «dare alla luce il Figlio di Dio», cioè a far conoscere e amare Gesù alle nuove generazioni. Allora, alla fine della vita e dei tempi, Cristo sarà veramente riconosciuto come l'unico e vero Signore della storia, e la maggioranza degli eletti risorgerà alla vita eterna per aver offerto il proprio corpo, perché guidati dallo Spirito Santo, al servizio del Regno di Dio.