| Omelia (08-08-2026) |
| Missionari della Via |
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Nel Vangelo di oggi colpisce una frase dura di Gesù: «Per la vostra poca fede». I discepoli avevano visto miracoli, ascoltato la Parola, vissuto accanto a Lui... eppure, davanti al male concreto di quel ragazzo, si scoprono impotenti. È una scena che parla anche di noi: possiamo essere vicini alle cose di Dio, e tuttavia vivere con una fede debole, intermittente, teorica. Gesù non dice che serve una fede "grande" secondo i criteri umani. Dice che basta una fede "quanto un granello di senape". Non è la quantità a fare la differenza, ma l'autenticità dell'affidamento. La fede è lasciare davvero spazio a Dio; è permettergli di entrare nella nostra vita senza tenere tutto sotto controllo. Finché confidiamo solo nelle nostre forze, Dio resta quasi "ai margini". Non perché non sia potente, ma perché l'amore di Dio non si impone mai. Sant'Agostino scriveva: «Dio, che ti ha creato senza di te, non ti salva senza di te». La fede è quel "sì" che apre la porta all'azione di Dio. A volte, le nostre continue ricadute nel peccato sono proprio a causa della nostra poca fede. Pensiamo di averne ma poi, in fondo, pensiamo di farcela da noi stessi. Per questo Gesù collega la fede allo spostare le montagne. Le montagne non sono anzitutto i problemi esteriori, ma quelle dure chiusure interiori che sembrano impossibili da vincere: la paura, il peccato, la sfiducia, la rassegnazione, le ferite. Dove c'è fede, Dio può operare anche quando tutto sembra bloccato. Dove manca la fede, invece, il cuore si chiude e perfino la grazia rischia di rimanere sterile. Forse oggi il Signore non ci chiede imprese straordinarie, ma una fiducia più vera. Anche povera, fragile, ferita... purché autentica. Perciò, ci farà bene pregare come il padre del ragazzo in un passo parallelo del Vangelo: «Signore, credo; aiuta la mia incredulità!» (Mc 9,24). «La fede è il permettere a Dio di intervenire, la fede è la mia fiducia in lui. La fiducia in lui fa si che conto su di lui e lascio agire lui e lui agisce da Dio, nulla è impossibile a Dio e alla fede nulla è impossibile, perché la fede ti mette in comunione con Dio e ti rende possibile quel che fa Dio. Tant'è vero che non è il Signore che fa i miracoli, Gesù dice: sia fatto secondo la tua fede, cioè è la fede a fare il miracolo, dice ancora al centurione 8,13 e alla donna dice: avvenga secondo ci che tu desideri, e a Nazareth si dirà: non poté compiere miracoli, perché non aveva trovato fede. Quindi la fede praticamente è il nostro appoggiarci a Dio, se mi appoggio a lui, allora posso quello che fa lui, se non mi appoggio a lui è chiaro che non poso quello che fa lui, perché rifiuto di lavorare con lui, rifiuto la sua azione e il vero problema del discepolo è la fede, la fiducia nel Signore» (p. Silvano Fausti sj). |