Omelia (15-08-2026)
don Michele Cerutti
Maria giunta sulla spiaggia del cielo ci attende

Se oggi usciamo per le strade delle nostre città e guardiamo le persone che camminano, notiamo un dettaglio: abbiamo quasi tutti la testa china. Guardiamo in basso. Guardiamo lo schermo di un telefono, guardiamo l'asfalto assorti nelle nostre fatiche, nelle bollette da pagare, nelle preoccupazioni per i figli, nella paura della malattia. Spesso il nostro sguardo è schiacciato verso terra.
Oggi, la festa dell'Assunzione della Vergine Maria ci dà uno strano, potente comando: "Alza lo sguardo!". La Chiesa, con questa solennità, apre una finestra sul cielo e ci mostra una donna, una di noi, che è arrivata al traguardo della vita non per essere inghiottita dal nulla o dalla terra, ma per essere accolta, in anima e corpo, nell'abbraccio eterno di Dio.
Il rischio in cui possiamo incorrere è quello di pensare che questa festa sia solo una bella favola spirituale e guardare Maria lassù, tra le nuvole e gli angeli, per dimenticarci di quello che succede quaggiù. Una fede che guarda solo il cielo e chiude gli occhi sulla terra non è la fede di Gesù Cristo.
Proprio in questi giorni, mentre noi ci prepariamo alle vacanze e a questa festa, le cronache internazionali ci hanno mostrato le immagini drammatiche di Ceuta. Migliaia di corpi. Corpi di giovani, corpi di bambini soli, bagnati, stremati, ammassati contro barriere di filo spinato, o peggio, corpi senza vita restituiti dal mare.
E allora la che dobbiamo farci come credenti sotto lo sguardo della Vergine: che cosa c'entra il corpo glorioso di Maria in cielo con i corpi umiliati di Ceuta?
La risposta è nel cuore stesso del dogma che celebriamo. Quando la Chiesa ci dice che Maria è stata assunta "in anima e corpo", ci sta dicendo una cosa rivoluzionaria: per Dio la nostra carne è sacra. Dio non salva solo le nostre anime disincarnate, non salva solo i nostri buoni pensieri. Dio salva l'uomo intero. Salva la nostra storia, i nostri volti, i nostri corpi che faticano, che amano, che soffrono.
Il corpo di Maria ha ospitato il Figlio di Dio, ha camminato per le strade della Palestina, ha pianto sotto la croce. Quel corpo terra-terra oggi siede sul trono del Cielo. Questo significa che ogni corpo umano sulla terra davanti a Dio ha un valore infinito. I ragazzi che tentano il tutto per tutto a nuoto verso Ceuta non sono numeri di una crisi geopolitica. Non sono scarti, non sono minacce. Sono la stessa carne che Cristo ha assunto nel grembo di Maria. Ogni volta che un corpo umano viene calpestato, respinto, umiliato o lasciato annegare nell'indifferenza, è il tempio di Dio che viene profanato.
Nel Vangelo di oggi abbiamo ascoltato il canto di Maria, il Magnificat. Non è una ninna nanna dolce. È un canto di liberazione. Maria dice che Dio «ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili, ha ricolmato di beni gli affamati e ha rimandato i ricchi a mani vuote».
Le cronache di Ceuta ci parlano di muri, di reti metalliche alte metri, erette per difendere il nostro benessere e la nostra sicurezza e Maria ci ricorda che gli unici muri destinati a durare sono quelli che l'amore di Dio abbatte. La Vergine non è salita in cielo scalando una piramide di potere o calpestando gli altri; ci è arrivata facendosi serva, camminando con gli ultimi della terra. L'eternità si costruisce così: nelle piccole fedeltà quotidiane, nell'accoglienza, nell'ascolto.
La Madonna in cielo non è lontana. Essere in cielo significa essere vicini a tutti, capaci di ascoltare il grido di ogni figlio. Lei sa cosa significa scappare (è dovuta fuggire in Egitto per salvare il suo bambino), lei sa cosa significa il dolore del rifiuto. Da lassù, lei non guarda dall'alto in basso con distacco, ma stende le mani.
Oggi non festeggiamo solo un privilegio esclusivo della Vergine. Oggi festeggiamo il futuro di tutti noi. La morte non è la fine, ma un passaggio. Ma non entreremo mai nel porto del Cielo da soli.
Chiediamo allora a Maria Assunta la grazia di saper alzare lo sguardo al cielo per non perdere la speranza, ma anche di saper abbassare lo sguardo sulle strade della nostra storia, per tendere la mano a chi oggi sta rischiando di affogare nella disperazione, vicino o lontano dalle nostre case. Maria, creatura arrivata sulla spiaggia del Cielo, prega per noi e insegnaci la carità.