Omelia (01-08-2026)
Missionari della Via


Nel racconto della morte di Giovanni Battista emerge tutta la forza - e il prezzo - della verità. Giovanni non cerca il consenso, non addolcisce la parola per convenienza, non tace davanti al male. Rimane fedele a Dio anche quando questa fedeltà lo conduce alla prigione e alla morte. Dall'altra parte il Vangelo mostra invece il volto fragile di Erode: un uomo diviso, incapace di scegliere il bene fino in fondo, schiavo dell'opinione degli altri, delle promesse fatte, del proprio orgoglio. È l'immagine di una vita senza un centro saldo, senza radici profonde. Giovanni, pur incatenato, è libero; Erode, pur essendo re, è prigioniero di se stesso. Questa libertà di Giovanni, questa sua fedeltà non nasce dal suo semplice sforzo umano: egli ha potuto restare saldo perché tutta la sua vita era radicata in Dio. Ecco perché la preghiera non è tempo perso: è il luogo in cui il cuore si libera dalla paura, dal bisogno di piacere agli altri, dai compromessi che svuotano la coscienza. Solo chi mette davvero Dio al primo posto trova il coraggio di vivere nella verità e nella libertà.

«Il martirio di san Giovanni Battista ricorda anche a noi, cristiani di questo nostro tempo, che non si può scendere a compromessi con l'amore a Cristo, alla sua Parola, alla Verità. La Verità è Verità, non ci sono compromessi. La vita cristiana esige, per così dire, il "martirio" della fedeltà quotidiana al Vangelo, il coraggio cioè di lasciare che Cristo cresca in noi e sia Cristo ad orientare il nostro pensiero e le nostre azioni. Ma questo può avvenire nella nostra vita solo se è solido il rapporto con Dio. La preghiera non è tempo perso, non è rubare spazio alle attività, anche a quelle apostoliche, ma è esattamente il contrario: solo se siamo capaci di avere una vita di preghiera fedele, costante, fiduciosa, sarà Dio stesso a darci capacità e forza per vivere in modo felice e sereno, superare le difficoltà e testimoniarlo con coraggio. San Giovanni Battista interceda per noi, affinché sappiamo conservare sempre il primato di Dio nella nostra vita» (papa Benedetto XVI).