| Omelia (31-07-2026) |
| Missionari della Via |
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La persecuzione è la caratteristica del cristiano, perché ci fa cogliere come nel mondo non solo c'è l'opera di Dio, ma anche quella del maligno, che cerca di mettere a tacere il bene e le opere buone. Forse è una delle manifestazioni più evidente del maligno! È assurdo che un profeta sia disprezzato da quelli di casa sua, da quelli con i quali ha condiviso la vita e la storia, da quelli che sono familiari, che potrebbero dire con una certa credibilità: "noi l'abbiamo conosciuto, non è una brava persona!". Ebbene sì, funziona proprio così, e questa è un'opera del male che istilla gelosia, senso di superiorità verso gli altri. Spesso le presentazioni meno veritiere delle persone sono fatte da quelli della stessa casa, dello stesso paese. Ma non sempre succede così, accade in particolare quando qualcuno mette in pratica qualcosa di diverso, rompe gli schemi consueti. E noi siamo di quelli che disprezzano il buono che rompe le regole del consueto modo di vivere? Siamo coloro che nella famiglia creano un recinto chiuso e disprezzano chi vuole fare qualcosa di diverso? Siamo di quelli che cercano lontano le cose belle e disprezzano e ostacolano il bene che hanno vicino? Siamo noi i persecutori del bene che cerca di germogliare? «Anche Gesù è stato perseguitato. Volevano ucciderlo[...] Ed egli certamente conosceva quale sarebbe stata la sua fine. Le persecuzioni cominciano subito, quando all'inizio della sua predicazione torna al suo paese, va alla sinagoga e predica. Allora, subito dopo una grande ammirazione, incominciano le mormorazioni, come riporta il Vangelo: "Costui sappiamo di dov'è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia". E tutti si domandano: "Con quale autorità viene a insegnarci? Dove ha studiato?". In una parola, è lo stesso atteggiamento di sempre: squalificano il Signore, squalificano il profeta per togliere l'autorità. È come dire: "Questo fa miracoli il sabato, ma il sabato non si può lavorare, per questo è un peccatore! Questo mangia, va a pranzo con i peccatori e non è un uomo di Dio!". Così "squalificano Gesù", perché egli usciva e faceva uscire da quell'ambiente religioso chiuso, da quella gabbia. E il profeta lotta contro le persone che ingabbiano lo Spirito Santo. Proprio per questo è perseguitato sempre. I profeti sono tutti perseguitati, non compresi, lasciati da parte: non gli danno posto. E questa è una realtà che non è finita con la morte e risurrezione di Gesù ma è continuata nella Chiesa» (Papa Francesco). |