Omelia (30-07-2026)
Missionari della Via


Nella vita dobbiamo accettare che la rete coglie pesci buoni e pesci cattivi. Da questa accettazione passa anche la previsione di una cernita, infatti fa parte del vivere discernere ciò che vale da ciò che non vale. Funziona così anche nelle relazioni e nelle comunità cristiane, non tutto è buono. I discepoli sono chiamati ad accettare questa evidenza, senza attuare un buonismo sciocco e anche senza perdere la pace perché nella rete entra qualche pesce non buono, o c'è qualche risultato non buono. Nelle comunità cristiane era nota la correzione fraternità, un servizio di amore che in qualche modo creava anche un senso di responsabilità nella comunità. Oggi non c'è correzione fraterna, perché spesso prevale il pettegolezzo oppure un buonismo che ci rende superficiali. I discepoli insomma davanti a ciò che non è buono sono chiamati a un certo distacco pacifico, non alla rabbia, non alla superficialità. Noi spesso per paura di ciò che non è buono lavoriamo al contrario, prima scegliamo chi fa parte dei nostri e chi no, e poi peschiamo. Invece l'annuncio è rivolto a tutti al punto tale che si è chiamati ad annunciare il regno di Dio non solo a tutte le creature ma, ci dice san Paolo, in ogni occasione, opportuna e non opportuna (2 Tm 4,2). Possiamo annunciare a tutti e anche correggere e fare una cernita solo con amore. Gesù ci tiene a specificarlo infatti questa è l'unica parabola che ha una spiegazione alla fine. Ci dice prima di tutto che il lavoro finale di cernita spetta agli angeli alla fine, è una prerogativa di Dio solo. Non possiamo condannare nessuno, noi possiamo chiedere responsabilità davanti all'annuncio dell'amore che abbiamo ricevuto in Cristo Gesù, ma non condannare. Ma c'è anche una rassicurazione rispetto alle ingiustizie. Non siamo noi i custodi del confine tra bene e male. La storia spesso ci appare come un caos in cui i più fragili sembrano soccombere. Anche quando tutto sembra confuso, verrà un momento in cui la sua giustizia, non la nostra, farà emergere ciò che è stato nascosto, rimetterà ordine, darà peso alle lacrime e valore alla fedeltà silenziosa. Con questa consapevolezza, cioè annunciando a tutti, chiedendo adesione all'amore e soprattutto mettendo alla fine tutto nelle mani di Dio, ci rendiamo conto che siamo chiamati a saper tenere insieme cose antiche e cose nuove, non restare attaccati al passato, ma valorizzarlo e portare anche cose nuove. Questa è la fiducia in Dio che ci è richiesta, Lui è il solo onnipotente nell'amore.

«Vi sono pesci buoni e pesci cattivi, come nella comunità cristiana, composta di uomini e donne "pescati" attraverso l'annuncio del Vangelo (cf. Mt 4,19) e riuniti in una comunità che non può essere soltanto di puri e giusti. Ma verrà il giorno del giudizio, e allora vi sarà il discernimento: sarà l'ora della separazione tra quelli che parteciperanno in pienezza al Regno e quelli che, avendo scelto la morte, la gusteranno» (Enzo Bianchi).