| Omelia (02-08-2026) |
| padre Ezio Lorenzo Bono |
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POCO CON DIO È MOLTO I. Qui a New York c'è il maggior numero di miliardari del mondo. Si percepisce che tutto trasuda ricchezza, denaro, competizione. Ci sono appartamenti nei grandi grattacieli che arrivano a costare fino a 60 milioni di dollari. Eppure, nella stessa New York si contano oltre centomila persone senza dimora (homeless). Molti di quelli che incontriamo per strada soffrono di gravi disturbi psichici. Spesso non riescono ad accedere alle cure di cui avrebbero bisogno, perché il sistema sanitario è estremamente costoso e, senza una buona assicurazione, ricevere un'assistenza continuativa diventa quasi impossibile. II. Questa mentalità capitalista, o meglio "egolatrica" (cioè di idolatria dell'io), non è una novità del nostro tempo, ma è molto antica. Anche il Vangelo di questa domenica accenna a questa mentalità. Di fronte a una folla affamata, l'unica soluzione trovata dai discepoli è quella di mandarli tutti via, perché vadano nei villaggi vicini a comprarsi da mangiare. In altre parole, la soluzione che propongono è: "Ognuno si arrangi". Chi ha i soldi potrà comprarsi da mangiare; e chi non li ha? Si arrangi. E non bastano nemmeno i soldi, perché nei piccoli villaggi attorno al deserto non c'è cibo per tutti. Allora, oltre ai soldi, ci vuole anche la forza per correre, arrivare prima degli altri e accaparrarsi il cibo prima che finisca. Anche i discepoli, in quel momento, ragionano secondo la logica del mondo: chi ha i soldi o chi è più forte vince, ce la fa; gli altri si arrangino. Chi ha i soldi può permettersi una bella vita, una buona salute, un'istruzione nelle migliori scuole e università del mondo; chi non li ha si accontenti. Gesù però capovolge completamente questa logica e dice agli apostoli di provvedere loro stessi il cibo per tutta quella gente. Non permette loro di sottrarsi alla responsabilità: "Date voi stessi da mangiare". La logica di Gesù non è quella dell'"ognuno si arrangi", né quella del "vince il più forte". È la logica del "bene per tutti", perché tutti hanno diritto a una vita dignitosa, a un'alimentazione sana, a cure adeguate e a un'istruzione che permetta di sviluppare pienamente i propri talenti. I discepoli trovano appena cinque pani e due pesci e Gesù parte proprio da qui, dalla pochezza, per fare grandi cose. Gesù non aspetta che abbiamo molto; aspetta soltanto che condividiamo quel poco che abbiamo. Quei pochi pani e quei due pesci potevano restare nelle mani del loro proprietario, come spesso fanno i ricchi del mondo. Invece vengono messi a disposizione di tutti. I beni della terra, infatti, sono destinati a tutti. Per questo anche ciò che possediamo, pur essendo poco, deve essere condiviso. C'è un proverbio che ho sentito ripetere molte volte quando vivevo in Africa e che mi ha sempre colpito: "Poco con Dio è molto". Rimanevo sempre ammirato nel vedere come ciascuno, pur nella sua povertà, trovasse il modo di aiutare gli altri, mettendo a disposizione quel poco che possedeva. Ogni volta che celebriamo l'Eucaristia, Gesù continua a prendere il poco che siamo e che abbiamo, lo benedice, lo spezza e lo trasforma in un dono capace di saziare la fame del mondo. III. In conclusione Ciascuno di noi deve allora chiedersi: io che cosa faccio per venire incontro alle necessità e alle sofferenze degli altri? Dobbiamo aprirci alla solidarietà e considerare l'altro come un fratello e non come un nemico o un incomodo da evitare. Altrimenti cercheremo sempre di scrollarcelo di dosso: sia che si tratti del povero che ci chiede aiuto per strada, dell'immigrato che non vogliamo accogliere nei nostri Paesi, oppure di un essere umano che bussa alla porta della vita e viene soppresso prima ancora di poter vedere la luce. "Tutto è connesso", ci ricordava continuamente Papa Francesco. Ognuno deve fare la propria parte: non ci sono scuse. Quello che fai nella tua povertà, anche se è soltanto una goccia nel mare, forse non cambierà il mondo intero, ma cambierà certamente il mondo di qualcuno. E, alla fine, cambierà anche il tuo. ____________ Per i testi delle mie riflessioni e per accedere direttamente, tramite le icone, a tutti i miei canali social, visita la mia webpage: eziobono.com |