| Omelia (26-07-2026) |
| don Andrea Varliero |
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Un tesoro, una perla, una rete. Desiderio di Dio Storie di mercanti, di avventurieri, di cercatori, di angeli che si siedono sul bagnasciuga e pazientemente riassettano le reti. Storie di tesori, storie di perle preziose, storie di reti. Racconti, archetipi, mondi che leggo nei libri di avventura, nella tensione di chi inizia un viaggio, nel sudore freddo di chi rischia ogni cosa. Dio come una perla preziosa, Dio come un tesoro, Dio come una rete che tira su di tutto: non lo avevo mai intonato così. Mi era sempre sembrato grigio, un quieto vivere senza slancio, roba da sacrestie ammuffite e di noiose litanie. In tre immagini, Dio mi viene restituito come adrenalina pura, come forte colore, come gioia insperata e desiderio che mette in moto ogni cosa, ogni pensiero, ogni investimento umano. Un uomo trova un tesoro. Sconcerto, gioia insperata, ricchezza inattesa. Qualcosa che arriva senza essercela minimamente meritata. Un tesoro nelle nostre mani, quasi per caso. Così è Dio: un tesoro immeritato. E quell'uomo cosa fa? Lo sotterra ben bene e acquista l'intero campo, così che nessuno possa accusarlo di averlo rubato. Ha messo in moto qualcosa di suo, ha investito tutto per acquistare quel campo, custode silenzioso del tesoro. Il tesoro non ha accecato di avidità, ma ha messo in moto una dinamica: quella del restituire, restituire il giusto. È un tesoro sporcato dalla terra e impolverato, da dissotterrare. Non so cosa contenga quel tesoro, è rimasto sigillato il contenuto; eppure, conosco bene quella gioia e quell'investimento totale. Ha rimesso in circolo la vita, ha rimesso in circolo amore. Un mercante va alla ricerca di perle preziose. Lucido e competente, una vita allenata a capire le perle, il loro valore, la loro misura. Diversamente dal tesoro, quel mercante ha investito una vita intera di ricerca per poter identificare l'unica perla per cui investire tutto. Un mercante di studi, di affari, di lingue e di misure. Ha cercato tra i libri, ha cercato tra le righe del mondo, ha cercato nelle biblioteche della vita per trovare la perla preziosa. Anche lui ha venduto tutto, per acquistare quella perla, l'unica. Quel mercante mi insegna a cercare ancora, mi insegna a prestare attenzione, mi sussurra di continuare a studiare, ad affinare tutti i sensi, perché la preziosità, l'unicità della va compresa. Quella perla preziosa nasce da una ferita; reazione di difesa di un mollusco, di un'ostrica, quando un corpo estraneo, come un detrito o un parassita, entra nel suo guscio. Per difendersi dall'irritazione, l'animale tesse l'intruso di infiniti strati di madreperla. Come il tesoro, coperto di terra e di polvere, così la perla è figlia di una ferita. Una rete gettata, che tira su ogni genere di pesci. Immagino quella rete gettata ai nostri giorni cosa tirerebbe su dai nostri mari. Pesci buoni e pesci immangiabili. Pesci prelibati e pesci velenosi. Che bella che è quella rete! Raccoglie tutto, tira su di tutto. Non si scandalizza, non storce il naso, ma accoglie, raccoglie. Così la Chiesa, come quella rete: tira su di tutto, il bene e il male, la disperazione e la speranza, le lacrime e la gioia. Così la Chiesa, come quella rete: lascia a Dio, unicamente a Dio, il suo essere padre, il separare il bene dal male. Il male dentro di me, quello che vedo attorno a me, quello che respiro. A Lui, unicamente a Lui, perché solo Lui conosce il cuore dell'umanità, ne conosce il segreto, solo Lui ha accesso a quella ferita attorno a cui abbiamo filato la vita. Come la perla, come il tesoro nascosto. Tre immagini che mi allenano al desiderio, al desiderio di Dio. «Gli esploratori senza entusiasmo non scoprono nulla e soprattutto non fanno nascere il desiderio di seguirli. A volte si va avanti vacillando, ma sempre con la gioia nel cuore, perché ci si affretta verso colui che attira e seduce. Chi cerca Dio è un appassionato!» (C. Singer). Tre immagini che allenano al discernimento, ad un cuore capace di ascolto, come chiede Salomone nella preghiera. Avrei chiesto salute, avrei chiesto felicità, avrei chiesto serenità, anche economica: quel re chiede invece un cuore capace di distinguere, capace di ascoltare, capace di sapienza e di sapore. Quando hai accolto tra le braccia quel neonato che ti è stato affidato; quando hai abbracciato quella donna e l'hai accolta come tua stessa vita; quando hai fatto il primo passo per entrare in Seminario; quando sei partito per la missione; quando hai varcato una grata di silenzio e di clausura; quando hai pronunciato quel sì, che cosa ti è successo? Un attimo eterno di felicità, una perla preziosa e un tesoro nascosto stavano lì dentro di me, accanto a me. Per loro, ne è valsa la pena investire tutto. |