Omelia (26-07-2026)
don Alberto Brignoli
La più preziosa di tutte

Sono tante le cose che impariamo nella vita; soprattutto, sono molte quelle che apprendiamo con l'esperienza. Non tutte sono edificanti, ovviamente: anzi, alcune sarebbe il caso che non le imparassimo per nulla, perché davvero ne possiamo fare volentieri a meno. Eppure, tutto ciò che la vita ci assegna, con un gioco di parole possiamo dire che "ci segna", sempre, e molto spesso anche "ci insegna". Tutto questo entra in quel grande contenitore che è la nostra mente, in quel grande recipiente che è il nostro cuore: fa parte di quei ricordi ai quali, all'occorrenza, facciamo ricorso per riuscire a districarci tra i meandri dell'esistenza. Quando ne sentiamo la necessità, andiamo a rivangare nella nostra memoria e dal suo tesoro attingiamo esperienze, fatti, parole, sensazioni che ci aiutano - perché le abbiamo già vissute in precedenza - ad affrontare le situazioni che di volta in volta ci si presentano davanti.
Proprio come fa "un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche". Il suo tesoro è rappresentato da tutto l'insieme delle esperienze della sua vita, belle o brutte, edificanti o meno, vecchie ammuffite o piene di novità: di cosa siano fatte o di che cosa si tratti, poco importa. Perché - ce lo dice Paolo nella seconda lettura - "tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio". Belle o brutte, le esperienze della vita ci porteranno sempre verso il bene, se amiamo Dio. Edificanti o meno, le cose che abbiamo imparato saranno per noi motivo di bene, se amiamo Dio. Vecchie o nuove, le cose che progettiamo di fare riusciranno bene, se amiamo Dio.
Questo è il tesoro di chi è stato conosciuto, predestinato, chiamato, giustificato, glorificato da Dio: l'amore. Il tuo tesoro può essere colmo delle più grandi ricchezze: ma se non hai amore nel cuore - dice ancora Paolo in un altro, famosissimo brano - non vale assolutamente nulla.
E così, puoi aver trascorso tutta la tua vita a ricercare la felicità nelle situazioni più disparate, nelle esperienze più diversificate, nelle emozioni più esaltanti, e saranno comunque tutti tesori di grande valore per la tua esistenza: ma il tuo cuore sentirà di non aver ancora trovato il tesoro giusto.
Poi un giorno, continuando a scavare, qua e là, alla ricerca di qualcosa di più, t'imbatti in un tesoro di inestimabile valore. E ti sembrerà che tutto ciò che hai fatto fino allora non conti nulla.
E allora, che cosa fai? Non rinuncerai forse a tutto ciò che hai accumulato, pur di comprare ciò che ti permetterà di trovare la piena realizzazione della tua felicità? Chi di noi sarebbe così sprovveduto da lasciarsi sfuggire l'occasione della vita?
Chi di noi, se fosse collezionista di perle per passione, non sarebbe disposto a gettare via la sua collezione, qualora trovasse una perla unica al mondo, talmente rara e preziosa, da valere tutto quanto aveva fino allora accumulato?
Chiedetelo, per esempio, a un malato cronico, che trova all'estero un costosissimo farmaco capace di risolvere o quantomeno rallentare l'incedere della sua malattia: non rinuncerebbe forse ai risparmi di una vita di lavoro e di sacrifici, pur di acquistare ciò che tornerebbe a dargli speranza?
Ci sono cose, nella vita, alle quali sarebbe una follia dire di no solo per la paura di rischiare: la salute, un lavoro, una casa, la vita stessa. Tutte cose di inestimabile valore: eppure, nemmeno esse rappresentano il bene più grande.
Esiste infatti - e il Vangelo di oggi ce lo ricorda - una perla di grande valore per acquistare la quale vale davvero la pena vendere tutto ciò che si ha. C'è un tesoro inestimabile per impossessarsi del quale è assurdo non pensare di vendere tutto per acquistare il campo nel quale si trova nascosto.
Questo tesoro, inestimabile e ricercato sin dai tempi antichi, come ci racconta la vicenda di Salomone, il re saggio dell'Antico Testamento, finalmente ha un nome: Gesù Cristo. Questa perla ha una forma e un taglio tutto particolare. Ha lo stesso valore di tutte le cose nuove e antiche presenti nel tesoro di chi da sempre è alla ricerca di Dio, ma ha un nome nuovo, e si chiama "amore".
Solo chi ama può capire. Solo chi cerca la felicità per tutta una vita, e finalmente la trova nell'amore di Cristo stampato sul volto dei fratelli accetta di rischiare.
Solo chi capisce che è l'amore a muovere il mondo, è capace di sprecare tutto il proprio tempo alla ricerca dell'umanità perduta, di seminare su qualsiasi tipo di terreno, di mietere grano laddove è cresciuta zizzania, di gettare la rete in mezzo a un banco di pesci cattivi, sperando di pescarne anche di buoni.
L'amore di Dio rivelato in Gesù è tutto questo: follia allo stato puro, secondo le logiche del mondo. Ma nulla vale più di questo amore, perché è il tesoro inestimabile, perché è la perla di grande valore.
"L'unico oggetto di tutta la Scrittura è l'amore", diceva Pascal nel XVII secolo. Perché solo l'amore è credibile. Solo per amore vale la pena "vendere tutti i nostri averi" e sprecare la nostra esistenza.