| Omelia (22-07-2026) |
| don Michele Cerutti |
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Non stanchiamoci di annunciare La storia della salvezza nel giardino dell'Eden aveva subito una rottura a causa del peccato della creatura. Dio si rivolgeva ad Adamo chiedendo: Dove sei? Egli voleva responsabilizzarlo perché sapeva bene la risposta. Adamo in quel contesto continuava a riversare su Eva la colpa. In questa festa, di Santa Maria Maddalena, ci ritroviamo ancora nel giardino e respiriamo la gioia pasquale. Dio ci attende ancora nel mezzo di questa oasi verde. Egli è così innamorato di noi che ci aspetta. In questo luogo è la creatura che chiede a Dio dove si trova dopo averlo cercato in lungo e in largo troppo presa da un orizzonte chiuso quello della morte. Cristo è risorto e si fa trovare. Nello stesso tempo demanda a noi il compito di annunciarlo e non tra i pagani, ovvero coloro che sono lontani dalla fede, ma tra i suoi amici. La Risurrezione oggi va annunciata tra noi cristiani e lo dimostrano le statistiche che ci parlano di una fetta grossa di battezzati che non crede in questo mistero centrale del nostro credo. Senza la Pasqua vana sarebbe la nostra fede, il nostro pregare e il nostro partecipare alla Messa. Nel cuore dell'estate la Maddalena ci invita a rinnovare la nostra adesione a Cristo nel mistero della Risurrezione. Una festa che si inserisce con tutta la sua dolcezza in un contesto difficile dove le notizie di cronaca ci parlano di vendetta. Cristo non si vendica nei confronti di coloro che lo hanno tradito lasciandolo solo, ma ci parla di misericordia perché è pronto a riscommettere su quegli stessi amici che lo hanno abbandonato. La Pasqua diventa la bussola ancora una volta del nostro camminare verso la meta a cui tutti siamo destinati. |