Omelia (16-07-2026)
Missionari della Via


Trovare ristoro dai nostri dolori è ciò che cerchiamo nella vita. È difficile però accettare che per amare sul serio bisogna imparare a rinunciare. Chi è mite rinuncia alla violenza, chi è umile rinuncia alla superbia e alla vanità, chi prende un giogo vuol dire che si carica di un peso. Però Gesù parla di dolcezza e leggerezza al contempo. È come dirci che per amore si porta anche un peso, ma questo peso, se è quello giusto, procura ristoro, non diventa oppressione e stanchezza, depressione e scoraggiamento, ma dolcezza.

«Sembra penoso e gravoso il comando dato dal Signore, che cioè, se uno vuole seguirlo, deve rinnegare se stesso. [...] Tutto ciò ch'è penoso nei precetti, lo rende dolce la carità. Sappiamo quanti sacrifici fa compiere l'amore! Spesso però lo stesso amore è riprovevole e sensuale. Eppure quante avversità non patiscono, quante condizioni ignominiose e intollerabili non sopportano gli uomini per giungere all'oggetto del loro amore? Quante sofferenze deve affrontare un avaro, vale a dire chi ama il denaro, un ambizioso, vale a dire chi ama le cariche con gli onori, un sensuale, vale a dire chi ama la bellezza dei corpi? Ma chi sarebbe in grado d'enumerare tutte le specie di amore? Considerate tuttavia quanto soffrono gli amanti ma senza far caso alle loro sofferenze; e tanto più soffrono quando è loro tolta la possibilità di soffrire. Orbene, siccome in gran parte gli uomini rassomigliano all'oggetto del loro amore e per regolare la nostra vita null'altro ci deve stare a cuore se non quello di scegliere l'oggetto da amare, perché stupirci se chi ama Cristo e vuole esserne seguace, con l'amarlo rinuncia a se stesso? Se in effetti uno si perde amando se stesso, certamente si ritrova col rinnegare se stesso» (sant'Agostino).

FESTA DELLA MADONNA DEL CARMELO

La festa liturgica della Vergine del Monte Carmelo fu istituita per commemorare l'apparizione del 16 luglio 1251 a san Simone Stock. Nel I libro dei Re si racconta che il profeta Elia, sul monte Carmelo, si radunò con alcuni uomini, per difendere la purezza della fede, e vincendo una sfida contro i sacerdoti del Dio Baal. A partire da questa esperienza, si stabilirono gruppi di monaci che si rifacevano al profeta Elia, seguendo la regola di san Basilio: di questo c'è traccia nell'XI secolo, quando i crociati raggiunsero il luogo. Nel 1154 circa si ritirò sul monte il nobile francese Bertoldo, giunto in Palestina con il cugino Aimerio di Limoges, patriarca di Antiochia, e venne deciso di riunire gli eremiti a vita cenobitica. I religiosi edificarono una chiesetta in mezzo alle loro celle, dedicandola alla Vergine e presero il nome di Fratelli di Santa Maria del Monte Carmelo. Il Carmelo acquisì, in tal modo, i suoi due elementi caratterizzanti: il riferimento ad Elia ed il legame a Maria Santissima. Inoltre, secondo la tradizione, qui la sacra famiglia sostò tornando dall'Egitto (Vatican news).