Omelia (07-07-2026)
Missionari della Via


Quando Gesù libera il muto indemoniato, le folle rimangono stupite: «Non si è mai vista una cosa simile in Israele!». Ma i farisei, accecati dal pregiudizio, arrivano a dire che Gesù agisce per mezzo del principe dei demòni. È impressionante come il Bene viene scambiato per male, la Luce viene interpretata come tenebra. È la stessa dinamica che attraversa la storia: quando Dio opera, quando la grazia si manifesta, c'è sempre qualcuno che distorce, sospetta, accusa. L'opera del male nel mondo è proprio questa, mettere Gesù in oblio. Oggi assistiamo a una sete di Dio immutata ma che incontra cristiani che diminuiscono e molti si trascinano come pecore sfinite senza pastore. Si, anche nella Chiesa si incontrano persone sfinite, che hanno introdotto nelle parrocchie e nella vita ecclesiale motivazioni più sociali che spirituali. Molti cristiani hanno la speranza di intercettare coerenza e spesso sono delusi e feriti, molti vagano confusi. C'è sete di Dio, ma mancano testimoni credibili, uomini e donne che portino il Vangelo con una vita credibile. Per questo Gesù continua a ripetere: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai». Non è un lamento, è un invito alla responsabilità. Ancora oggi Gesù continua a cercarci a richiamare operai per la sua messe a ricordarci la bellezza di essere testimoni. Nelle nostre casi trovano gli operai, le vocazioni, i missionari e testimoni del Vangelo. Gesù nella storia continua a chinarsi sulle folle stanche, continua a far parlare i muti, a ridare vista ai ciechi, a rimettere in piedi chi non ce la fa più. Il mondo può confondere la luce con le tenebre, ma la luce non si spegne. Alla fine, Dio sarà sempre e in modo immutabile il Signore della messe!

«Avremo presto preti ridotti al ruolo di assistenti sociali e il messaggio di fede ridotto a visione politica. Tutto sembrerà perduto, ma al momento opportuno, proprio nella fase più drammatica della crisi, la Chiesa rinascerà. Sarà più piccola, più povera, quasi catacombale, ma anche più santa. Perché non sarà più la Chiesa di chi cerca di piacere al mondo, ma la Chiesa dei fedeli a Dio e alla sua legge eterna. La rinascita sarà opera di un piccolo resto, apparentemente insignificante eppure indomito, passato attraverso un processo di purificazione. Perché è così che opera Dio. Contro il male, resiste un piccolo gregge» (Benedetto XVI).