Omelia (06-07-2026)
Missionari della Via


Sono tre scene, ma un'unica storia: la storia di una fede che nasce dove tutto sembra finito. Il capo della sinagoga è uno che dovrebbe avere risposte, uno che appartiene al gruppo dei farisei. Si inginocchia però davanti a Gesù, perché non gli importa più delle apparenze, del giudizio degli altri, del ruolo che ricopre. La sua bambina è morta, e lui sa che solo Gesù può ridarle la vita. È una fede che nasce dal dolore. La donna, invece, è l'opposto: nessuno la vede, nessuno la conosce, nessuno la aspetta. È invisibile agli occhi dei più, ma non agli occhi di Dio. Non osa parlare, non osa chiedere. Si avvicina in silenzio, con la timidezza di chi ha sofferto troppo. Eppure, quel tocco leggero diventa un grido di fede più forte di mille parole. Intorno, la folla. C'è chi guarda senza capire. C'è chi ride di Gesù, chi lo considera un illuso, chi pensa che la morte sia l'ultima parola. Ma Gesù non si lascia fermare né dal giudizio né dalla derisione. Entra nella casa, prende la mano della fanciulla, la rialza. E la vita ricomincia. Siamo davanti alla fede di chi corre verso Gesù e di chi lo sfiora appena. E Gesù accoglie entrambe. Per Lui non esistono persone "importanti" e persone "invisibili". Non so se per noi è davvero così! Non so se il criterio che adottiamo nelle relazioni è quello di Gesù. A volte mi chiedo se nelle nostre parrocchie e nelle nostre famiglie non prevalga ancora il criterio degli "importanti" e dei "visibili", se non rischiamo di farci vedere solo con chi conta. E intanto, accanto a noi, c'è un dolore che non fa rumore: quello di chi non appare, di chi non appartiene a nessuno, di chi non ha potere e titoli, di chi non sa farsi spazio. Riusciamo a vederlo? Riusciamo a riconoscere la sofferenza di tutti, di chi conta e di chi non conta, come le vedeva Gesù? Sappiamo non avere pregiudizio anche verso i ricchi e potenti? Sappiamo accogliere è vedere chi non è visibile? Forse questo è il punto decisivo: chiedere al Signore la grazia di guarire prima di tutto il nostro sguardo.

«Pietro prese la parola e disse: "In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto". Questa è la parola che egli ha inviato ai figli d'Israele, recando la buona novella della pace, per mezzo di Gesù Cristo, che è il Signore di tutti» (Atti 10,34-36).