| Omelia (05-07-2026) |
| don Michele Cerutti |
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Mitezza e umiltà L'elogio dei piccoli caratterizza la domenica che stiamo vivendo. Davanti ai tanti rifiuti ad opera degli scribi e farisei che non sono mai soddisfatti e lo hanno dimostrato criticando il Battista perché non mangia e non beve, lo hanno dimostrato criticando Gesù stesso accusato di essere un mangione e un beone. Quindi mai contenti. Davanti ai governanti del tempo chiusi nei loro palazzi sempre pronti a soffocare il grido dei poveri. Davanti a tutto questo il Cuore di Cristo è pieno di gratitudine al Padre per quella capacità di manifestarsi ai piccoli. La fede non è per i superbi, ma è di chi ha l'umiltà di riconoscersi bisognoso della misericordia di Dio. La schiera dei Santi che la Chiesa ci propone, durante l'anno liturgico per la venerazione, ci dimostra come da sempre è la piccolezza è la via preferita da Gesù. Abbiamo appena festeggiato San Pietro. Un umile pescatore ha visto riconosciuto il primato sugli apostoli. Hanno fatto seguito donne del calibro di Santa Teresa di Lisieux che nel suo Diario di un'anima spiega la piccola via della santificazione. Ella si riconosceva minuta davanti a Dio e comprendeva che l'ascensore per arrivare a Gesù erano le braccia del Maestro stesso. Cristo stesso sa che la via dell'umiltà è percorribile solo se Lui si fa come guida. Infatti, dice il Vangelo: Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi ed io vi ristorerò. Rincalza dicendo: Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Gesù è l'umile e il mite di cuore. Entra a Gerusalemme sul dorso di un asino Lui che la folla osanna come un Re. Lo vediamo nelle ore della Passione davanti al soldato romano che lo schiaffeggia per farsi bello davanti al sommo sacerdote. La risposta di Gesù è profonda: "Se ho parlato male, dimostrami dov'è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?". Il Cristo si contraddistingue perché nel proporre la via dell'umiltà e mitezza è Lui stesso l'esempio. Ci conforta l'esempio dei Santi sul modello del Curato d'Ars si considerava un sacerdote limitato e inadeguato. Questa profonda umiltà gli ha permesso di portare per ore il peso spirituale di migliaia di penitenti in confessionale, trovando ristoro solo nella preghiera. Il Beato Rosario Livatino conosciuto come il "giudice ragazzino", ucciso dalla mafia nel 1990. Ha vissuto la sua professione di magistrato come una vera e propria missione di fede, ponendo ogni giorno il suo lavoro sotto il giogo della giustizia degli uomini e della carità di Dio. Sul suo tavolo teneva sempre il Vangelo e un crocifisso. La sua profonda umiltà si riassume nella sigla che scriveva sulle sue agende: S.T.D. (Sub Tutela Dei, sotto lo sguardo di Dio). Gesù è l'esempio è colui che sostiene il nostro camminare su questa strada e ci offre luminosi esempi che ci dicono che il percorso si può compiere. Sarebbe bello con l'Estate iniziata tempo di vacanze e di riflessione attingere dalla lettura di questi campioni della fede, leggendo agiografie o scritti da loro stessi di trovare una modalità per percorrere la via dell'umiltà e della mitezza. Andare dal parroco o dalla guida spirituale e farsi consigliare qualche lettura di Santi potrebbe essere una occasione importante per comprendere che il Vangelo è una strada che si può intraprendere. |