| Omelia (04-07-2026) |
| Missionari della Via |
|
C'è una gioia vera nello stare con Gesù, una gioia che si vede, che traspare, che si fa vita lieta. Non è l'esaltazione passeggera di un momento: è una gioia che nasce. La conversione non è un'operazione di decoupage che mette insieme cose vecchie e nuove, ma un rinnovamento profondo. La presenza di Gesù che dona gioia è un vino nuovo che ha bisogno di otri nuovi; è una stoffa nuova, uno stile nuovo che non può fare da rattoppo a cose vecchie. Ai tempi di Gesù questo logion (questo detto di Gesù), che parlava di questo rinnovamento di vino e di otri nuovi, aveva una portata rivoluzionaria perché richiamava al modo di fare di Gesù che era nuovo, perciò aveva bisogno di elasticità per essere accolto. Chi voleva conservare gli otri vecchi o gli abiti vecchi non prendeva bene la novità di Gesù. Un vino nuovo siamo chiamati a mescere ai nostri fratelli, siamo chiamati a donare la gioia di un incontro, un abito che identifica la bellezza del nostro vivere in Cristo, perciò abbiamo bisogno di aprirci, per non rimanere fedeli a otri crepati e vecchi abiti che vogliamo custodire gelosamente, vecchi modi di fare che non si rinnovano, vecchie fratture che non si risanano. La conversione è una rinascita a volte dolorosa ma vitale, per poter seguire Gesù e vivere una vita piena. |