| Omelia (30-06-2026) |
| Missionari della Via |
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La percezione di essere perduti e che Dio non si curi del nostro dolore e dei nostri problemi alcune volte fa capolino nella nostra vita. Soprattutto quando abbiamo da affrontare vere e proprie tempeste che ci investono in modo prepotente, ci sentiamo perduti, senza Dio, senza possibilità. Succede anche quando la quotidianità è segnata da frustrazioni e si accumulano disagi che ci scuotono come in un vortice tempestoso. La paura, come ai discepoli, quando prende il sopravvento ci fa dimenticare dove siamo e con chi! «Se qualcosa ci manca, è soprattutto credere che "tutto è grazia" (Teresa di Gesù Bambino). Crescere e realizzarsi, in temini di cristianesimo, vuol dire imparare ad amare. Tanti aspetti della mia vita percepiti in modo negativo potrebbero invece, se avessi più fede, essere delle preziose occasioni per amare di più: per essere più pazienti, più umili, più dolce, più misericordioso, più distaccato, per abbandonarmi maggiormente nelle mani di Dio [...] Dio mi potrà lascare talvolta mancare di alcune cose: di denaro, di salute, di virtù; ma non mi lasciare mai mancare se stesso e la grazia che mi permette di vivere ogni situazione in modo da progredire nell'amore» (Jacques Philippe). |