Omelia (29-06-2026)
Missionari della Via


È bello pensare che Gesù voglia che i suoi discepoli lo definiscano, gli esprimano non solo cosa dice la gente ma cosa pensano loro, cosa hanno capito o percepito di Lui. Pietro, colui che poi negherà di conoscerlo, con uno slancio illuminato fece la sua professione di fede: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Pietro ha il coraggio dei semplici, di coloro che sanno dire Dio, che vanno al cuore di una presenza nella loro vita. Nonostante tutte le nostre idee, fragilità e davanti a tutte le nostre ribellioni, rispondere alla domanda: "chi è Dio per me?", ci dona la misura del nostro cammino di fede. Chi è Dio per te dopo che lo rinneghi, quando vedi e ti scandalizzi dell'infedeltà dei suoi seguaci, quanto tutto crolla, quando stare con Gesù non ti porta benefici, quando la gente chiacchiera su di te e sulla tua parrocchia o comunità, quando ti dicono che mischiarti con Gesù non ti ha migliorato, quando tutto fallisce, ti ricordi in chi hai riposto la tua fiducia? Sì, Chi è Dio per te? Gesù ha scommesso affidando a un pescatore di Galilea, coraggioso, semplice e illuminato, la sua Chiesa. Ha scommesso su un uomo fragile che gli voleva davvero bene. Ha scommesso che nonostante le sue fragilità sarebbe stato sempre una pietra, una roccia benedetta. Tu vuoi veramente bene a Gesù? Un bene tale che supera i luoghi comuni e le idee degli altri, ma si fa voce personale e relazione personale. Anche se ti senti il peccatore dell'anno e il più fragile di tutti, uno che è tutto tranne che roccia, gli vuoi bene?

«Cristo, infatti, dalla società che aveva fondata, non volle che fossero esclusi i peccatori: se dunque alcuni membri soffrono malattie spirituali, non c'è motivo di diminuire il nostro amore verso la Chiesa, ma piuttosto di aumentare la nostra pietà verso le sue membra» (Pio XII).