| Omelia (25-06-2026) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
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Commento su Gv 14, 23 Come vivere questa Parola? L'amore è concreto: Gesù non chiede un sentimento vago, ma afferma che «se uno mi ama, osserverà la mia parola». L'amore è sempre una questione di fatti e non di apparenze. Accogliere e osservare diventano così due verbi indivisibili. «Osserverà la mia parola». Se arrivi ad amare lui, sarà normale prendere come cosa tua, come lievito e sale della tua vita, roccia e nido, linfa e ala, pienezza e sconfinamento, ogni parola di colui che ti ha risvegliato la vita. La Parola di Gesù è Gesù che parla, che entra in contatto, ti raggiunge e ti comunica se stesso. Come si fa ad amarlo? Si tratta di dargli tempo e cuore, di fargli spazio. Se non pensi a lui, se non gli parli, se non lo ascolti nel segreto, forse la tua casa interiore è vuota. Se non c'è rito nel cuore, se non c'è una liturgia nel cuore, tutte le altre liturgie sono maschere del vuoto. "Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui". Il Misericordioso senza casa cerca casa. E la cerca proprio in me. Forse non troverà mai una vera dimora, solo un povero riparo, una stalla, una baracca. Ma Lui mi domanda una cosa soltanto, di diventare ospitale lasciando il cuore aperto. Mi chiede di essere casa per le sue due promesse: lo Spirito e la pace. L'amore diventa così una "casa", e non una casa qualunque, ma una "casa abitata". Quando ti senti amato ti senti a casa, la persona che ti ama diventa la tua vera casa.
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