Omelia (25-06-2026)
Missionari della Via


Questa parola fa sempre un po' di difficoltà, perché supera una visione buonista di Dio, ci dona una misura seria del suo amore, scardina le nostre sicurezze. Questo: «non vi ho mai conosciuti!», ci fa' chiedere se approcciamo a Dio in maniera sana, se ci chiediamo veramente qual è la sua volontà, se costruiamo veramente la nostra vita sulla sua Parola. Quando vado in chiesa mi faccio inquietare dalla Parola di Dio? La vita di Gesù è alla base delle mie scelte, del mio stile di vita? Se la Chiesa per me è solo un luogo sociale, un posto dove passare il tempo o fare delle cose insieme agli altri, forse è troppo poco. Se la mia fede si riduce a delle preghiere per ottenere benefici è troppo poco. Gesù vuole conoscermi, entrare in relazione con noi. Certo, noi chiamiamo amici anche gente che abbiamo visto di sfuggita poche volte, forse siamo disabituati alla relazione. Perciò facciamo fatica anche con Dio, pensiamo che seguire delle regolette, o scandire qualche "preghierina" correttamente, possa esaurire la nostra vita di fede. Essa invece attraversa piogge, fiumi che straripano, venti forti che ci fanno ribaltare, perché è una fede fondata su una relazione. È come se qualcuno vi volesse convincere che i vostri genitori non vi hanno mai amato. Sei disposto a rispondere con fermezza se hai una relazione autentica, reale, profonda, perché sai chi sono le persone che ti amano davvero. Così con Dio, niente ti può separare dal suo amore, se lo conosci, se la vostra relazione è fondata sulla roccia, non è solo una "bella facciata".

«Se dici, fammi vedere il tuo Dio io ti dirò: fammi vedere l'uomo che è in te, e io ti mostrerò il mio Dio. Fammi vedere quindi se gli occhi della tua anima vedono e le orecchie del tuo cuore ascoltano» (san Teofilo di Antiochia).