| Omelia (21-06-2026) |
| don Michele Cerutti |
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Antidoto contro ogni fobia Davanti a noi questa domenica abbiamo due realtà che si presentano. Da un lato l'ordito tenebroso dei nemici di Geremia pronti a tramare nel buio per infangare il profeta e soffocare la voce. Dall'altro lato la luminosità dell'annuncio di Gesù che ci offre nel suo Vangelo un ritornello continuo una espressione che risuona con forza nel nostro cuore: Non abbiate paura. Gesù stesso conosce bene le nostre fobie che sembrano renderci schiavi e ci invita a metterle da parte offrendoci il rimedio: 1. La fobia del giudizio Dettato dall'ansia di prestazione che oggi si accentua nel mondo social dove dobbiamo mostrare profili perfetti e impeccabili. Gesù ci dice: Non vi sia nulla di nascosto che non sarà svelato. Non sprecate energie nel nascondersi dietro a delle maschere. Che importanza ha il giudizio del mondo se siete nella verità davanti a Dio? 2. La fobia della vulnerabilità e della morte e quindi del perdere il controllo Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno il potere di uccidere l'anima. La vita ci dice Gesù è custodita in un luogo sicuro, nessun uomo e nessuna sventura terrena può violare. 3. Fobia dell'insignificanza Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure, nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Paura di essere un numero è quello di vivere una caduta pensando che a nessuno importa. Se Dio si prende cura di due passeri vuoi che non si prenderà cura di te? Così preziosi che il padre ha contato persino i tuoi capelli. Passiamo quindi dalla logica della fobia a quella della fiducia. Lasciamoci con degli impegni pratici: Contro la fobia dell'apparire occorre rinunciare le maschere e ammettere fragilità davanti a una persona cara e sperimentare la libertà di essere sé stessi. Contro la fobia dell'insignificanza cerchiamo una persona sola dedicandole del tempo e facciamo sentire che è preziosa. Alla sera elenca le cose che ti preoccupano e affida al Signore dormendo non da orfano ma da figlio. |