| Omelia (15-06-2026) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
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Commento su Mt 5,38 42 Come vivere questa Parola? Gesù invita i suoi a abitare il mondo con uno sguardo libero dalla logica del risarcimento e dello scontro. Qui la strada della vita cristiana non è una facile neutralità, né una rassegnata passività, ma una resistenza creativa alla violenza del cuore. Lungo la storia umana, la legge del taglione ha cercato di misurare la giustizia in proporzione: un danno, una pena. Cristo, invece, insegna una giustizia che disarma, che trasforma la relazione tra i cuori prima ancora che le situazioni. Offrire l'altra guancia, lasciare la veste richiesta in giudizio, percorrere un miglio in più: sono gesti che non cancellano la difficoltà, ma la trasformano in possibilità di incontro. Il cristiano non è un ingenuo che ignora il male, ma colui che riconosce nel volto dell'altro la possibilità di un nuovo inizio, anche quando quel volto è ferito o feritore. Non si tratta di tollerare l'ingiustizia, ma di rompere il circolo del suo eterno ritorno, rifiutando di riprodurla nel nostro cuore e nelle nostre relazioni. Impariamo così che la fede non è un rifugio, ma una scuola di responsabilità che ci chiede di rispondere alle provocazioni con una misura che supera il nostro piccolo io, aprendoci alla libertà di Dio.
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