| Omelia (13-06-2026) |
| don Michele Cerutti |
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Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore Ieri abbiamo contemplato il Cuore di Gesù, la sorgente dell'amore che si dona fino a squarciarsi per noi. Oggi la Chiesa ci invita a guardare al Cuore Immacolato di Maria. Spesso l'iconografia ci presenta Maria con un viso celestiale, distaccato dalle fatiche del mondo. Ma il Vangelo ci racconta una storia molto diversa. Il cuore di Maria è il cuore di una donna che ha camminato nella fede, spesso al buio, attraversando fatiche immense. Il Vangelo ci ripete più volte un'espressione bellissima: «Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore». Cosa significa questo per noi, oggi, nelle nostre giornate spesso così frenetiche e piene di preoccupazioni? Significa tre cose molto concrete: • Non reagire d'impulso: Maria non capisce subito tutto quello che le accade. Pensiamo a quando smarrisce Gesù dodicenne nel tempio. Prova l'angoscia profonda di ogni genitore. Eppure, non si lascia prendere dal panico o dal risentimento. Custodire significa fare spazio dentro di sé, permettere a Dio di fare luce anche nelle situazioni che oggi ci sembrano assurde o dolorose. • Un cuore senza doppiezza: "Immacolato" significa limpido. Il cuore di Maria non conosce calcoli, non cerca il proprio interesse, non vive di maschere. Davanti a Dio lei è totalmente trasparente. Che grande liberazione sarebbe per noi abbandonare le nostre maschere e presentarci a Dio e agli altri per quello che siamo, con le nostre povertà e le nostre ferite. • La fedeltà nelle piccole cose: Il Cuore di Maria si è formato nel silenzio di Nazaret, nella ferialità della spesa, delle pulizie, della cura della famiglia. La santità non si misura dalle grandi visioni, ma dalla fedeltà quotidiana. Nelle corsie d'ospedale, nelle fatiche del lavoro, nelle tensioni di casa: è lì che siamo chiamati a vivere con il cuore di Maria. Cari fratelli e sorelle, chiediamo oggi a Maria la grazia di un cuore accogliente. Un cuore che non si indurisce davanti alle sofferenze del mondo e della nostra società, ma che sa custodire la speranza e donare una parola di conforto a chi ci passa accanto. |