| Omelia (14-06-2026) |
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COMMENTO ALLE LETTURE Commento a cura di Francesco Botta In questa undicesima domenica del tempo ordinario la Parola di Dio ci mette dinanzi il mistero del Regno di Dio in tutta la sua bellezza e urgenza. Si tratta di una dimensione che ci riguarda già oggi, che ci richiama a vivere il vangelo e includere tutti in questa logica che Cristo apre e che affida a ciascun discepolo. È un'alleanza nuova ed eterna che ha voluto realizzare con noi. Ascoltare la sua voce ci permette di custodire questa alleanza, come l'orazione colletta riporta. Di questa alleanza parla anche la prima lettura tratta dal libro dell'Esodo. L'alleanza tra Dio e il suo popolo, ma anche tra Dio e il cuore di ciascuna persona, è da custodire e alimentare. L'alleanza non ha a che fare con una carta firmata da entrambe le parti e lasciata lì. È piuttosto un rapporto vivo, di cui prendersi cura e darsi pensiero. Un rapporto che ci chiede sempre di levare le tende e metterci in cammino, salendo sul quel monte in cui poter incontrare Dio e riscoprire la bellezza di appartenere a lui, ai suoi pensieri, al suo amore: ‹‹perché buono è il Signore, il suo amore è per sempre, la sua fedeltà di generazione in generazione›› (Sal 99). Il Regno di Dio aperto da Gesù, la sua alleanza con noi, è segnata dalla sua totale donazione di sé, dal suo amore incondizionato che viene a dare vita quando più ne abbiamo bisogno, quando ci sembra di non meritarcelo. È da qui che scaturisce il Regno di Dio, di cui siamo chiamati a portare la logica all'interno di questo mondo; chiamati ad amare sempre e tutti, facendo il bene, aiutando chi più ha bisogno di aiuto, annunciando Cristo con il nostro stesso vivere. Il Regno di Dio è vicino, si tratta di credere al vangelo e orientare tutto di noi verso questa logica nuova. Nel vangelo di oggi scorgiamo questo movimento di Gesù verso il bisogno di mangiare e condividere che in fondo abbiamo tutti. Settimana scorsa abbiamo celebrato il Corpus Domini. Il pane di vita non può rimanere intatto, ma deve essere spezzato. Da quel nutrimento anche noi diventiamo parte di quel corpo, parte di quel pane che deve essere spezzato. Perché l'amore cresce quando viene spezzato. Lo vediamo nel brano di oggi: Gesù vede quelle persone e le ama profondamente, ne sente compassione e vuole che nessuno sia lasciato solo. Che nessuno vada perduto è il grande desiderio di Gesù. In questo progetto d'amore vuole coinvolgere tutti, perché tutti siano raggiunti da questo sguardo. Gli operai che Gesù chiede sono coloro che collaborano con lui in questo progetto d'amore. Operai in questa messe sono coloro che vivono il rapporto con Cristo e lo portano a chi non ne ha fatto ancora esperienza. Tutto nasce dalla profonda amicizia con lui. Gesù chiama vicino a sé i suoi testimoni, li chiama per nome, tutti! Li chiama per amarli e per inviarli. L'amore di Cristo è questo: un amore che non rimane chiuso in sé, ma che si dà e che si spezza per tutti, a cominciare da coloro che non sono lontani da noi. Gesù chiede di partire ‹‹dalle pecore perdute della casa d'Israele›› per poi arrivare in tutto il mondo, senza fermarsi mai: ‹‹strada facendo predicate dicendo che il Regno di Dio è vicino››. Il vangelo non si annuncia da fermi, perché l'amore di Dio non si ferma mai. Questo chiede Gesù a tutti gli operai del suo vangelo: guarite gli ammalati, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demoni. L'amore di Cristo può operare prodigi. L'amore di Cristo ci spinge a essere vicino a chi soffre, a portare vita a chi l'ha persa, a dare dignità a chi pensa di non averla più, a scacciare tutto ciò che fa male. Tutto questo non per merito di coloro che Gesù invia, ma come conseguenza dell'amore che gli inviati ricevono da colui che li ha chiamati e che non smette di chiamare a sé. ‹‹Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date››. Così si conclude il brano di oggi e così viene segnato lo stile da vivere a attuare nel mondo, per far sì che il Regno di Dio si realizzi sempre di più come logica di pensiero, perché il vivere dei cristiani sia riflesso di questa gratuità di Dio, senza la quale Dio non può agire. Gratuitamente siamo amati e gratuitamente amiamo, senza aspettarci nulla in cambio e perché tutti siano raggiunti da questo amore. Che la logica del vangelo trasformi il nostro essere e porti la speranza di un mondo più umano e abitato da Dio. |