| Omelia (21-06-2026) |
| padre Paul Devreux |
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In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: Gesù sta parlando a quelle che già hanno deciso di seguirlo e di provare ad annunciare il vangelo. Oggi tutti noi battezzati siamo invitati a farlo, anche perché finché non sono in grado di spiegarlo, non posso dire di averlo capito. È importante provarci. «Non abbiate paura Questo è il ritornello di questo vangelo. La paura a volte ci evita di metterci in situazioni pericolose, ma spesso è cattiva consigliera. Molte opere buone vengono abortite dalla paura. Paura di disturbare, di sbagliare, di rimetterci, etc... «Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Forse sta parlando della paura di essere dimenticati e abbandonati, dopo aver lavorato e dato tanto. Ma Dio non si dimentica né di noi, né della nostra storia. Siamo in buone mani. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. Quando siamo nelle tenebre chi meglio di Dio può portarci una luce e una speranza; può sempre risuscitare in noi alla voglia di fare e di vivere. Quando lo sperimento questo devo annunciare con forza per trasmettere la voglia di vivere che ho ricevuto. E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l'anima e il corpo. Colui che ha questo potere sono io, e tutte le persone che mi condizionano negativamente. Sta a me, con l'aiuto della preghiera, decidere chi ascoltare. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri! Sapere questo, a me mi trasmette tanta pace e soprattutto mi toglie l'angoscia del futuro ignoto. Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; Il segno evidente che lo riconosco importante, per me davanti agli amici, è che ne parlo volentieri. chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli». Dio non vuole costringere nessuno a seguirlo. La sua è una proposta bella, e il segno che è anche libera, sta proprio nel fatto che posso anche rifiutarla. Viva Dio. Buona domenica. |