Omelia (07-06-2026)
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COMMENTO ALLE LETTURE
Commento a cura di don Massimo Cautero

Bere e mangiare sono necessità primarie, non possiamo rinunciarvi e ignorarne l'importanza! Le attività umane sono tutte incentrate sui bisogni primari, da questi si sviluppano ed irradiano tutte le altre attività umane, semplici o complesse che siano, perché senza nutrimento la vita non può semplicemente esistere! Su questo penso siamo tutti d'accordo, anche se come uomini siamo sempre pronti a mettere in discussione ogni cosa, anche la più evidente. Mangiare, bere, riposare, riprodursi, sopravvivere insomma, è il mandato che Dio dà al creato e alle creature, mandato per la vita, perché il nostro Dio è il Dio della vita e vuole che tutti vivano.
Ma fra la volontà per la vita di Dio e la libertà degli uomini si è inserita la morte! Il peccato ha messo distanza fra Dio e gli uomini e ha consegnato gli uomini e tutto il creato alla morte, la corruzione della vita è la diretta conseguenza della distanza che gli uomini hanno voluto mettere con Dio, e una volta corrotta la vita solo Dio poteva aprire la porta della speranza che la vita tornasse a vincere... e gli uomini a sperare, e con gli uomini tutto il creato.
La porta che Dio apre agli uomini è Gesù, il Cristo, cioè colui che è mandato a riconciliare gli uomini a Dio, e con la riconciliazione si realizza l'opera della redenzione, della restituzione della vita come è da sempre nel pensiero Dio, e gli uomini lo sanno, perché nessun uomo o donna ha potuto mai sopire il grido della vita che porta in sé e accettare l'ineluttabilità della morte come realtà definitiva. Le basi dell'opera di riconciliazione e redenzione Gesù le mette proprio facendo leva sui bisogni primari, nel linguaggio universale dei bisogni per la vita, ma il concetto di vita deve tornare al progetto di Dio, in Gesù non basta più il mangiare ed il bere per sopravvivere al mondo, nutrirsi deve portare alla vita stessa di Dio, la vita eterna! A Dio non bastava riconciliare gli uomini a se, doveva anche nutrirli, e nutrire i riconciliati vuol dire farli vivere per la vita eterna, la vita che dona Gesù, soddisfare cioè il loro bisogno primario di vita eterna. Il cibo che ha dato Gesù non poteva che essere la sua stessa carne ed il suo stesso sangue, carne e sangue fatti di eternità e resurrezione, carne e sangue che contengono il germe della vita stessa. La realtà Trinitaria che abbiamo festeggiato domenica scorsa, agisce in maniera misteriosa ma reale nel pane e nel vino che consacriamo durante la Messa, stravolgendo la fisica ed il concetto che questo mondo insegna su come le cose possono diventare altre cose cambiando forma. In Gesù il cibo può diventare un'altra cosa senza cambiare forma, il pane ed il vino dopo la consacrazione non cambiano la loro forma ma il loro essere. Qualcuno di fronte all'Eucarestia rimane scettico e dubbioso, ma non dovrebbe dimenticarsi che un opera d'arte, ad esempio un quadro, in fondo sono solo colori e materia messi insieme in un certo modo, ma l'uomo può comprendere cosa quell'opera rappresenta e significa, ecco, l'opera di Dio non solo significa e rappresenta ma è realmente quello che Dio fa!
Una buona domenica a tutti, benedizioni per tutti!