Omelia (07-06-2026)
Omelie.org (bambini)


Carissimi bambini,
oggi la Chiesa festeggia uno dei doni più grandi che Gesù ci ha lasciato: il suo Corpo che noi incontriamo quando celebriamo la Messa domenicale. Nel vangelo abbiamo ascoltato una grande catechesi che Gesù ha fatto sulla Eucarestia per far capire che nel pane e nel vino consacrato c'è veramente la sua presenza. La festa di oggi si chiama in lingua latina: Corpus Domini, ovvero Corpo del Signore.
Ci sono sempre state persone che non hanno capito questo grande mistero. Anche al tempo di Gesù, quando lui nel Vangelo disse che la sua carne era vero cibo e il suo sangue vera bevanda (cf. Gv 6,55), molti non capirono. Non capivano il grande dono che Lui stava facendo a tutti noi. Ogni volta che noi celebriamo la Santa Messa il Signore si fa pane e si fa vino per poter entrare nel nostro cuore e venirci a trovare. Come è possibile?
Molti santi e molti esperti hanno cercato di spiegarlo, ma oggi vorrei sottolineare che il modo più semplice per capire questo grande mistero è quello di viverlo! È facendo ogni domenica la comunione che si capisce quanto sia bello incontrare Gesù nell'Eucarestia. Infatti come succede nella amicizia che a forza di stare vicino ad un amico buono si diventa più buoni, così a forza di ricevere la comunione ben preparati, la comunione ci trasforma e ci unisce a Gesù. Ecco perché Lui dice che chi mangia questo pane ha una vita eterna, una vita nuova (cf Gv 6,58).
Ho avuto la gioia di accompagnare per molti anni tanti ragazzi e ragazze alla Prima Comunione e proprio da tanti di loro ho imparato quanto sia importante ‘fare bene la comunione'. Ecco allora una storia vera che mostra quanto questo sia importante.
In una classe di catechismo c'era un giovane molto vivace. Tanto era vivace che le catechiste non sapevano più come fare per farlo interessare agli incontri. Arrivò il giorno della prima comunione e le catechiste fecero un patto: se lui fosse stato buono almeno nel tempo della Messa avrebbero chiuso un occhio su tutte le sue disattenzioni. "Lo farò" disse, sfidando la loro pazienza, il piccolo Roberto.
Arrivò il giorno della Prima Comunione. Le catechiste preoccupatissime di quello che poteva succedere rimasero molto stupite quando videro che Roberto era molto serio durante la Messa e seguiva con attenzione le parole del parroco. Passarono alcuni giorni dopo quel giorno di festa e un giorno venne in Chiesa la nonna di Roberto: "Signor Parroco sono veramente stupita. Lei conosce bene mio nipote e sa quanto è vivace... ebbene è successa una cosa strana. Dopo che ha fatto la prima comunione è come se avesse perso la lingua. Sono tre giorni che lui, che non si stancava mai di parlare, giocare e gridare, è tutto silenzioso e pensieroso. Ho provato a chiedergli: Roberto è successo qualche cosa che sei cambiato così tanto? Beh, signor parroco, lei non ci crederà, sa cosa mi ha risposto: Nonna, ma non ti rendi conto di quello che è successo? Ho fatto la Prima Comunione! E poi è tornato al suo silenzio. Pensa sia grave signor parroco?
Il parroco quasi non credeva alle sue orecchie: "Certo che no, cara Signora. Anzi dobbiamo ringraziare Dio perché Roberto ha incontrato Gesù con più serietà di noi. Vedrà che presto tornerà alla sua allegria, ma si ricordi: se Gesù ha parlato al suo cuore, Roberto porterà sempre con sé un tesoro! "
"Ha ragione signor parroco", rispose la nonna. "Anzi sa che le dico: anche io voglio riprendere a venire a messa tutte le domeniche!"
Sì è una storia vera quella del piccolo Roberto. Una delle tantissime che si potrebbero raccontare. Sarebbe bello, cari ragazzi, che potessimo ascoltare le storie dei tanti incontri che avvengono durante la Messa con Gesù nell'eucarestia. Quello che impedisce di comprendere la bellezza di questo incontro è la poca preparazione con cui ci si appresta a fare la comunione.
Sant'Alfonso usava questo esempio per far capire perché avvolte si fa la comunione e si rimane indifferenti. Se qualcuno vuole preparare un fuoco per un falò serale, la prima cosa che deve fare è trovare della buona legna secca per accendere il fuoco. Infatti se la legna è troppo umida o addirittura bagnata anche se si prova a darle fuoco, non brucia. Tante volte questo è capitato anche a me quando con gli scout provavamo ad accendere il fuoco dopo che aveva piovuto. La legna se non è ben preparata non prende fuoco. Ma se è ben preparata e secca allora basta poco perché si riscaldi e la sua fiamma illumini.
Allo stesso modo si comporta la nostra anima: se è affogata da tanti pensieri, anche se viene Gesù, non riesce ad accendere in noi una luce. Invece se l'anima è ben disposta, allora una volta che riceve la Parola di Gesù e poi il suo corpo, si riempie di una grande dolcezza, e si sente come piena di luce e di calore. Vi auguro cari bambini e bambine di poter vivere questo incontro così bello ogni domenica!
Buona festa del Corpus Domini!
Commento a cura di Dario Gervasi