| Omelia (31-05-2026) |
| Omelie.org (bambini) |
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Un bambino curioso di nome Leo viveva in una casa vicino al mare e passava le giornate a farsi domande difficili: "Perché il cielo è blu? Dove finisce il mare? E com'è fatto Dio?" Un giorno, mentre camminava sulla spiaggia, vide un signore anziano con una barba bianca e gli occhi che brillavano come stelle. Quel signore stava cercando di accendere un piccolo fuoco sulla sabbia per scaldarsi. "Signore," chiese Leo," posso farti una domanda difficile? Ieri a catechismo hanno detto che Dio è Padre, Figlio e Spirito Santo, ma che è anche Uno solo. Com'è possibile? Uno più uno più uno fa tre, non fa uno!" Il vecchio signore sorrise, prese un rametto e disegnò tre cerchi sulla sabbia, ma li fece in modo che si incrociassero proprio al centro. Poi disse: "Vedi, Leo? È un segreto d'amore. Ascolta questa storia. "Tanto tempo fa, in un regno avvolto nella nebbia, arrivò un Re generoso che voleva bene a tutti. Ma il Re stava nel suo castello in alto sulla montagna e i sudditi non potevano vederlo. Allora il Re ebbe un'idea: mandò suo Figlio, il Principe, giù in mezzo alla gente. Il Principe non stava nel castello: camminava con le persone, mangiava con loro, le curava quando stavano male e raccontava quanto fosse bello il cuore di suo Padre. Grazie al Principe, tutti capirono com'era fatto il Re. Ma un giorno il Principe dovette tornare a casa dal Padre. La gente era triste: "Adesso resteremo soli?" chiesero. Allora il Re e il Principe fecero un regalo incredibile: mandarono un Soffio invisibile come il vento ma caldo come un abbraccio. Quel Soffio entrò nel cuore di ogni persona. Non era un Re lontano, non era un Principe che camminava accanto... era una forza che viveva dentro di loro: era la forza che li faceva amare. Da quel giorno, gli abitanti del regno non furono mai più soli. Il vecchio signore guardò Leo e aggiunse: "Vedi? Dio è il Re che pensa a noi, è il Principe che ci tiene la mano ed è il Soffio che ci scalda il cuore. Sono tre persone, ma è lo stesso Amore." Leo aveva capito anche il significato dei tre cerchi sulla sabbia: il primo cerchio è il Padre (Dio che crea il mondo), il secondo cerchio è il Figlio (Gesù che viene a trovarci), il terzo cerchio è lo Spirito Santo (l'Amore che sentiamo dentro). Ognuno ha il suo cerchio ma, dove si incrociano, al centro, lo spazio è lo stesso. Sono tre "Persone, ma sono fatte della stessa identica cosa: Amore. Il disegno sulla sabbia del vecchio signore mostra che tre cose diverse possono formare un'unica figura. È come una famiglia dove papà, mamma e figlio sono persone diverse, ma l'amore che li unisce li rende "una cosa sola". Leo guardò il mare e sorrise. Non aveva più bisogno di fare calcoli matematici: aveva capito che Dio non è un numero, ma è Amore. Oggi è la festa della Santissima Trinità: la festa di Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo e, dal brano del Vangelo che è stato appena letto, capiamo quanto grande è l'amore di Dio nei nostri confronti. È un amore "fuori misura". Immaginate l'amore più grande che riuscite a pensare: quello dei genitori, dei nonni o del migliore amico. Ecco, l'amore di Dio è ancora più grande! Il Vangelo ci dice che Dio ha amato il mondo così tanto da donare la cosa più preziosa che aveva: suo Figlio, Gesù: "Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna". L'amore di Dio non è un qualcosa di astratto ma si manifesta attraverso la persona di Gesù: è Gesù il volto di Dio che ama e perdona. Gesù è venuto a portare sulla terra l'amore scambievole che è proprio della Trinità, è venuto ad insegnarci come si fa ad amare. Quando noi rinunciamo all'egoismo, alla prepotenza, al voler essere sempre al primo posto, quando cioè facciamo gesti di bontà, allora contribuiamo a rendere la nostra famiglia, la nostra classe, il nostro gruppo parrocchiale, il nostro gruppo sportivo, ad immagine della Trinità. Pensate a quale grande responsabilità abbiamo! Il Vangelo continua: " Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di Lui". Gesù non è venuto per farci un esame, ma è venuto perché vuole che nessuno di noi si senta solo o smarrito. È come se Dio ci avesse regalato una "super-guida" per trovare sempre la strada della felicità. Dio non è come a un vigile pronto a farci la multa ogni volta che sbagliamo! Anzi! Immaginate di essere caduti in una buca profonda: Lui non si affaccia dall'alto per dirvi: "Visto? Non dovevi cadere!"... Lui scende nella buca, vi prende per mano e vi aiuta a risalire. Gesù, in tutto il Vangelo, ci dice che una sola cosa è preziosa per ognuno di noi: l'amore che sapremo dare ai fratelli. E Lui, con la sua vita, ce l'ha fatto vedere. Ma non è sempre semplice vivere come il Vangelo ci insegna! Sono certa che lo state pensando anche voi come lo sto pensando io. Ma anche il Signore lo sa e per questo ci vuole aiutare e trova tutti i modi affinché noi percorriamo la strada giusta che ci porta a Lui. Quello che è certo, però, è che noi dobbiamo essere disponibili a credere in Lui, ad accogliere e mettere in pratica la sua Parola, a seguire i consigli delle persone che ci vogliono bene e che proprio Lui ci mette accanto per aiutarci a diventare grandi! Se avete notato, il Vangelo ripete più di una volta la parola "credere". "Credere" significa fidarsi. È come quando fuori è buio e qualcuno accende una luce: noi dobbiamo solo scegliere di camminare dove si vede bene. Se scegliamo di stare vicini a Gesù, siamo nella luce e tutto diventa più chiaro e bello ma, se ci allontaniamo, non è Dio che ci punisce, siamo noi che scegliamo di restare al buio dove è facile inciampare! Quando sperimentiamo l'amore vero di qualcuno che ci vuole bene, anche se non ce ne accorgiamo, la Trinità è lì presente tra noi. Sentite che cosa ha detto S. Agostino: "Vedi la Trinità se vedi la carità". La "carità": ecco la parola d'ordine! È l'amore di cui Dio ci ha riempito e ci riempie ogni giorno. E questo Amore noi lo dobbiamo ridonare. L'amore infatti è una "cosa" che non si può tenere solamente per sé: se si tiene per sé o ammuffisce, o si secca e non dà frutti. Come impegno di questa settimana vi propongo allora di compiere un gesto di perdono o di condivisione o di amicizia o... un gesto cioè di amore. Offritelo poi al Signore come segno che voi credete in Lui. Vi assicuro che la gioia che proverete sarà grande perché donando amore si riceve amore. Commento a cura di Maria Teresa Visonà |