| Omelia (31-05-2026) |
| padre Gian Franco Scarpitta |
|
Dio ci seduce e ci coinvolge La liturgia di oggi ci dischiude un'altra verità che possiamo compendiare con S. Atanasio: "Il Padre è Dio, il Figlio è Dio, lo Spirito Santo è Dio, e tuttavia non vi sono tre dei, ma un unico Dio." Si tratta della dottrina della Trinità. Un termine effettivamente non presente nella Bibbia perché introdotto da Tertulliano nel III secolo, che però descrive il Dio che Gesù Cristo è venuto a rivelarci, cioè un Dio che è Uno Solo, ma allo stesso tempo Tre. Una sostanza (Natura) e tre Persone uguali fra loro e allo stesso tempo distinte. Così Dio si è fatto conoscere in pienezza incarnandosi in Gesù Cristo, che è il Figlio (la seconda Persona) fatta uomo. La Bibbia non ne fa cenno, ma ne descrive la realtà in diversi luoghi, come ad esempio Mt 28, 19 dove Gesù invita gli apostoli: "Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo". Pietro, nel suo discorso dopo Pentecoste, invita invece i ravveduti Giudei a farsi Battezzare nel nome di Gesù (2, 38); il che non è una contraddizione, perché Gesù e il Padre sono una cosa sola (Gv 10, 30) e lo Spirito Santo è il vincolo di amore che li lega. Gesù poi assicura che non lascerà mai soli i suoi discepoli, perché lo Spirito li guiderà alla verità tutta intera: "Prenderà del mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio, per questo ho detto che prenderà del mio e ve lo annuncerà"(Gv 16, 13 - 16). Tornese fa una riflessione paragonando le Persone divine con i soggetti della famiglia umana, cioè il genitore e il suo figlio. Essi hanno in comune la stessa natura umana, la specie; ma in ciascuno di essi vi è una differenza: il padre è colui che ha dato al figlio la propria natura; il figlio è colui che l'ha ricevuta. L'uno e l'altro quindi hanno una personalità differente appunto perché, pur comunicandosi fra loro la stessa natura, il padre agisce come padre e il figlio si atteggia come figlio. L'uno da' e l'altro riceve. In modo analogo, in Dio c'è una sola natura o sostanza, ma vi sono due Personalità, il Padre e il Figlio. Il Primo dei Due comunica al Secondo la natura divina (sostanza) e Questi la riceve. In tal modo Padre e Figlio sono uguali, agiscono in sintonia e armonia perfetta e si richiamano a vicenda nelle loro azioni: "Il Figlio da sé non può fare nulla se non quello che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa (Gv 5, 19 - 21). Tuttavia sono anche distinti poiché il Padre è sempre Padre e il Figlio è sempre Figlio, e ciascuno agisce secondo la sua Persona, anche se si comunicano l'un l'altro la stessa natura. Quindi si tratta di due Persone distinte che però hanno in comune una sola natura e una sola volontà. Quanto allo Spirito Santo, esso è Persona divina come il Padre e il Figlio che agisce in sintonia con Essi, che li vincola nell'Unità e si pone come dono dell'Uno per l'Altro. Lo Spirito è l'Amore che unisce Padre e Figlio e con Essi interagisce. Secondo un fenomeno chiamato "pericoresi" le tre Persone si appartengono a vicenda realizzando un vincolo eterno di comunione e di amore reciproci. Gesù ci insegna quindi un solo Doo, Uno unico, infinito e onnipotente, che non ammette altre divinità al di fuori di Lui. Questo stesso Dio è però in se stesso anche una comunione, un reciproco amarsi costante di Persone che si vincolano e si appartengono a vicenda e proprio questo fa di Lui un Dio particolarmente privilegiato per la nostra fede: in lui si affinano l'individuo e la collettività, il singolo e la vita associata, la concentrazione personale e l'interazione. La vita di Dio ci ragguaglia quindi di un aspetto importante anche per il nostro quotidiano, essendo noi singoli individui chiamati a valorizzare l'interiorità e ad elevare lo spirito in se so soggettivo; allo stesso tempo però non viviamo isolati ma siamo protesi alla comunione e alla condivisione. Anche da individui siamo chiamati a relazionarci con gli altri, senza che le due dimensioni si superino l'un l'altra. L'uomo è un essere sociale, ma anche una persona singola. Inoltre, nel suo aspetto Trinitario, Dio è Amore inequivocabilmente onnipotente al quale nulla è impossibile già in se stesso, neppure essere Uno e allo stesso tempo Tre. Per amor del mondo e per la nostra salvezza Dio è uno solo e tuttavia distinto in se stesso, perché già in se stesso non può smentirsi: è un Dio Amore che deve avere l'Amante, l'Amore, l'Amato (S. Agostino). E noi cosa c'entriamo? Semplicemente, una delle Tre Persone (il Figlio) si è incarnata ed è vero Dio e vero uomo, perché anche noi possiamo prendere parte alla vita trinitaria ed esserne un riflesso nel mondo. Ciascuno di noi è stato rigenerato nel Battesimo dalla volontà del Padre, che per mezzo del Figlio lo ha santificato e rigenerato in forza dello Spirito Santo. Siamo chiamati tutti alla comunione con il Padre per mezzo del Figlio e a operare questa comunione è lo Spirito Santo, nell'Eucarestia, negli altri sacramenti e nell'intera vita spirituale. Questo Dio Uno e in Tre Persone entra nella persona umana caratterizzandola ed esaltandola; si dispiega però anche nella comunità e nella vita della Chiesa e anche l'intera società è permeata dalle insegne della Trinità. Di questo Dio anzi l'uomo e la società non possono non rendersi riflesso attraverso una condotta di vita fondata sull'amore e sulla solidarietà. E' in forza di questo stesso Dio infatti che siamo chiamati ad amarci gli uni gli altri come il Padre ama Gesù suo Figlio nello Spirito Santo. In ragione di questo Dio che è Individuo e Società occorre che ciascun soggetto umano costruisca la società dell'amore e della solidarietà. Sempre in Dio Amore Trinità siamo sollecitati a rinnovare la realtà presente, a valorizzare il nostro tempo, a costruire passo dopo passo il nostro avvenire che ha come fine ultimo Dio Padre per mezzo del Figlio nello Spirito Santo. La Trinità è altresì criterio di mutua accettazione e valorizzazione reciproca nella riscoperta dei doni e dei carismi di ciascuno: nella diversità c'è sempre un solo Dio, un solo Signore e un solo Spirito (1Cor 12, 4 - 5). Crediamo dunque in un Dio non statico, ma dinamico e creativo. Non lontano, ma propenso a coinvolgerci nella sua stessa vita e se è vero che lui è il Differente non è affatto il Distaccato. Su di lui si potrebbe speculare all'infinito, ma ciò che è più necessario è avervi fede, accettarlo e accoglierlo con fiducia per viverne continuamente l'esperienza. |