| Omelia (28-05-2026) |
| Missionari della Via |
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Il Vangelo di oggi ci parla del dono del dialogo con Dio, ci parla di preghiera, che è la spina dorsale della nostra vita, ci parla di combattimento. Il Vangelo ci racconta di Bartimeo, questo uomo cieco, povero, seduto lungo la strada a mendicare. Spesso anche noi nella nostra vita viviamo questa condizione: siamo fermi, per tanti motivi siamo messi ai margini dell'esistenza, pieni di povertà di ogni specie. Il primo insegnamento che ci dà Bartimeo è che la povertà, le angosce, le infermità non sono solo problemi, ma occasioni per incontrare il Signore. Quest'uomo sente che passa Gesù, non lo vede ma sente la gente che parla di Lui. A tale notizia è come se una luce di speranza si accende nel suo cuore. Bartimeo si mette così a pregare gridando ripetutamente con tutto il cuore, con tutta la sua voce: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!» Agli occhi e alle orecchie di tanti è solo un povero cieco che disturba, disturba la bellezza della processione, disturba le coscienze di tutti. In fondo non è così anche oggi? Le grida dei poveri ci disturbano dal nostro quieto vivere. Il Vangelo continua dicendo che molti della folla che seguivano Gesù si misero a rimproverare Bartimeo perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Ecco, a volte tutto il mondo ti dice: ma cosa stai a pregare? Anche dentro di noi, nei nostri scoraggiamenti, pensiamo che sia inutile pregare. Eppure Bartimeo non ascolta queste voci, la sua preghiera si eleva sempre più forte, fino a quando Gesù lo fa' chiamare. È interessante che egli, alzandosi, lascia il suo mantello, lascia cioè la sua coperta per la notte, lascia l'indumento dove egli raccoglieva l'elemosina che gli veniva fatta. Egli sta facendo un salto di qualità: la chiamata di Gesù vale molto di più di tutte le cose di questo mondo, perché si avvicina la grazia! Così conducono Bartimeo a Gesù che gli dice: «cosa vuoi che io faccia per te?». Ecco, è importante sapere cosa chiedere nella preghiera. Noi spesso chiediamo tante cose ma senza lasciare nulla. Qui invece la preghiera di Bartimeo è stata purificata dalla rinuncia al mantello; come a dire, le rinunce ci aiutano a chiedere bene. Bartimeo chiede la vista di nuovo, di vedere bene, non come guarda questo mondo ma come guarda Dio. Ed è ciò che ottiene! Bartimeo non ottiene solo il dono della vista, ma nella fede ottiene il dono della salvezza: «vai la tua fede ti ha salvato». Risultato? «E subito vide di nuovo». Gli occhi che questo cieco avrà li saprà usare per non perdere di vista Gesù e per seguirlo. E noi chi ascoltiamo, chi seguiamo? «Ognuno di noi si metta davanti al Signore Gesù e, guardando a lui con fede e attesa, si scoprirà non vedente. Allora abbia la forza e il coraggio di gridargli solo: "Signore, abbi pietà di me", "Kýrie eleison", questa invocazione brevissima eppure così completa rivolta a lui, con piena fiducia che egli può salvarci» (Enzo Bianchi). |