| Omelia (27-05-2026) |
| Missionari della Via |
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Il Vangelo di oggi ci mostra quanta pazienza ha usato Gesù con i suoi discepoli e quanta ne usa con noi. Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù parla di passione di sofferenza, di croce, e i discepoli parlano di gloria mondana e di primi posti. La ricerca della gloria è insita nell'umano che cerca il suo valore nelle cose e nelle relazioni. Quella che noi chiamiamo "ambizione" è un aspetto positivo della vita. Occorre puntare in alto. Ciò che rimprovera Gesù è il modo e le motivazioni. Nei nostri contesti è usuale il dominio sulle persone, nei luoghi di lavoro, in famiglia e anche nelle chiese, dove spesso si verificano situazioni poco edificanti e che non hanno nulla a che vedere con il Vangelo. Vi sono persone che frequentano non per una vera convinzione di fede ma per ottenere incarichi che riempiano i loro vuoti esistenziali, sentendosi alla fine possessori e non servitori. Anche i discepoli hanno avuto questa tentazione: seguire Gesù pensando ad una bella ricompensa. È la mondanità che si è intrufolata nella chiesa e che continuamente papa Francesco ha denunciato. I discepoli dovranno capire che seguire Gesù è donarsi, è servire. Quando nella Chiesa si vuol stare con Gesù e con il mondo, quando si va a braccetto sia con la povertà sia con la ricchezza, sia con la gloria mondana sia con il servizio, ne viene fuori un cristianesimo a metà, un cristianesimo che vuole anche un guadagno terreno: questo è lo spirito della mondanità. Ci conceda il Signore di comprendere sempre più che seguirlo è servire e non asservire; non è cercare i primi posti ma l'ultimo posto di chi sa servire senza chiedere nulla in cambio. «Sono tre cose, tre scalini che ci allontanano da Gesù: le ricchezze, la vanità e l'orgoglio. Per questo le ricchezze sono tanto pericolose: ti portano subito alla vanità e ti credi importante; ma quando ti credi importante, ti monti la testa e ti perdi. Ecco perché Gesù ci ricorda la strada: "Molti dei primi saranno ultimi, gli ultimi saranno i primi, e chi è primo fra di voi si faccia il servo di tutti". È una strada di spogliamento, la stessa strada che ha fatto lui. A Gesù questo lavoro di catechesi ai discepoli costò tanto, tanto tempo perché non capivano bene. Così oggi anche noi dobbiamo chiedere a lui: c'insegni questo cammino, questa scienza del servizio, questa scienza dell'umiltà, questa scienza di essere gli ultimi per servire i fratelli e le sorelle della Chiesa» (Papa Francesco). |