| Omelia (25-05-2026) |
| Missionari della Via |
|
«Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco tuo figlio!". Poi disse al discepolo: "Ecco tua madre!"». Quale grandezza di Maria sotto la croce! Vede morire il suo unico Figlio, sta in questo grande dolore e nello stesso tempo si vede donare il discepolo Giovanni. Possiamo dire che Maria si vede togliere il Figlio di Dio e si vede affidare lo schiavo come figlio! Ma ella non ha tempo per piangersi addosso, deve continuare ad essere madre. È chiamata a continuare a dare la vita nella fede. Se l'apostolo Paolo ha potuto dire: «figli miei che ancora partorisco nel dolore» quanto più Maria ha potuto fare sue queste parole quel giorno sotto la croce! È scritto che «da quel momento il discepolo la prese nella sua casa». Quale grande cosa per Giovanni avere con sé, in casa, Maria! Pregare con lei, mangiare con lei, averla davanti come ascoltatrice quando parlava ai suoi fedeli, celebrare con lei l'Eucaristia. Ora ci domandiamo: se in Giovanni siamo tutti noi affidati a Maria, cosa può significare concretamente per noi prendere Maria nella nostra casa? Significa imitarla nelle sue virtù, imitarla nella fede perché anche noi possiamo generare Cristo nella nostra vita. Fare tutte le nostre azioni per mezzo di Maria, con Maria, in Maria e per Maria, e questo nulla toglie alla centralità di Cristo perché Maria ci conduce al Figlio suo Gesù, perché la volontà di Maria è sempre quella di Dio, perché, come alle nozze di Cana, ella ci dice «fate tutto quello che Egli vi dirà!», Scrive san Luigi Grignon de Monfort: «Dobbiamo abbandonarci allo spirito di Maria per essere mossi e guidati secondo il suo volere. Dobbiamo metterci e restare fra le sue mani verginali come uno strumento tra le mani di un operaio, come un liuto tra le mani di un abile suonatore. Dobbiamo perderci e abbandonarci in lei come una pietra che si getta nel mare. È possibile fare tutto ciò semplicemente e in un istante, con una sola occhiata interiore o un lieve movimento della volontà, o anche con qualche breve parola». Un ultimo pensiero lo cogliamo dalla fede e dalla speranza di Maria sotto la croce. Anche per noi giunge il momento in cui la vita ci mette alla prova. Quando nelle nostre sofferenze sembra che Dio si sia dimenticato di noi, che non ascolti le nostre preghiere, quando si fa buio nella nostra vita, come si fece buio quel giorno quando Gesù stava morente in croce, quando arriva anche per noi quest'ora, ricordiamoci della fede di Maria e gridiamo anche noi: "Padre mio, non ti comprendo più, ma mi fido di te!". Questa è l'occasione che abbiamo per mostrare a Dio che Egli ci è più caro di tutto, anche della nostra stessa vita! |