| Omelia (23-05-2026) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
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Commento su Gv 21, 22 Come vivere questa Parola? Pietro ha appena ricevuto da Gesù una chiamata personale, e subito il suo sguardo si sposta su un altro, " Signore, che cosa sarà di lui?" È un movimento molto umano. Anche noi facciamo così, invece di abitare serenamente il nostro cammino, ci confrontiamo, misuriamo, osserviamo il percorso degli altri. Perché a lui sembra più facile? Perché lei ha ricevuto questo? Perché io devo portare proprio questa fatica? Il paragone, quasi sempre, ruba pace al cuore. Gesù risponde con una parola liberante, " A te che importa? Tu seguimi". Non è durezza, è educazione interiore. Il Signore riporta Pietro all'essenziale, non sprecare energie guardando la strada altrui; resta fedele alla tua. Ognuno ha una storia diversa, una chiamata diversa, tempi diversi di maturazione, prove diverse da attraversare. Quando ci perdiamo nel confronto diventiamo inquieti, talvolta amareggiati, e smettiamo di riconoscere ciò che Dio sta compiendo in noi. Seguire Gesù significa imparare una fedeltà senza continue comparazioni. Significa accettare che il Signore conduce ciascuno con una pedagogia unica. Maria Ausiliatrice ci aiuta proprio in questo, a non vivere con il cuore disperso negli altri, ma raccolto nella volontà di Dio. La Madre insegna il silenzio fiducioso di chi continua il proprio passo senza invidia e senza ansia.
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