| Omelia (20-05-2026) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
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Commento su Gv 17, 11.15 Come vivere questa Parola? La preghiera di Gesù oggi tocca uno dei desideri più profondi del cuore umano: essere custoditi. Dentro di noi c'è sempre una parte fragile che teme di perdersi, di non farcela, di essere travolta dagli eventi, dalle delusioni o dalle tensioni della vita. Gesù conosce bene questa vulnerabilità e per questo non chiede al Padre che i suoi discepoli vengano portati fuori dal mondo. Non domanda una vita senza lotte, senza ferite, senza contraddizioni. Chiede qualcosa di più profondo, che siano custoditi dentro ciò che vivono. È molto importante, la fede non ci mette in una campana di vetro. Restiamo esposti alle fatiche quotidiane, alle relazioni difficili, alle stanchezze interiori, ma non siamo senza difesa. C'è una custodia invisibile di Dio che ci attraversa e ci sostiene anche quando noi non ce ne accorgiamo. Gesù prega anche perché i suoi siano uno, perché sa che una delle ferite più pesanti dell'esistenza è la divisione, divisione dentro di sé, quando il cuore è inquieto; divisione con gli altri, quando manca comunione; divisione con Dio, quando tutto sembra opaco. La sua preghiera è che ritroviamo unità, un centro interiore da cui non lasciarci disperdere. Maria Ausiliatrice è la Madre di questa custodia silenziosa. Lei non toglie le prove, ma tiene unito il cuore perché non si smarrisca. Nelle giornate in cui tutto sembra frammentato, ci insegna a restare raccolti sotto lo sguardo di Dio.
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