| Omelia (23-05-2026) |
| Missionari della Via |
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«Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Dal Vangelo di quest'oggi vogliamo cogliere un aspetto particolare della nostra vita: interessarci degli affari degli altri! Troppo spesso, infatti, guardiamo ciò che la gente fa solo per curiosità, abbiamo così poche cose da fare da sprecare il tempo guardando a destra e a manca cogliendo anche l'occasione per criticare. Siamo una generazione che ama guardare in tv tutti i fatti di cronaca nera, dove anche noi possiamo dire la nostra opinione, solo per il gusto di parlare e non certo per comprendere e aiutare. Nella nostra eccessiva curiosità, quando vogliamo metterci nella vita degli altri, Gesù ci dice: «A te che importa? Tu seguimi». Ecco, il rimprovero che subisce Pietro, è un invito a convertirci. Siamo chiamati a rientrare in noi stessi, su cosa vuole il Signore da noi e non cosa vuole dagli altri! Dovremmo fare attenzione al nostro cammino di santità. Custodire la nostra chiamata è anche rispettare e riconoscere che il Signore ha un progetto diverso su ognuno di noi, un progetto del quale siamo chiamati a gioire e non a invidiare e criticare. Quanto migliorerebbero le nostre comunità! Chiediamo oggi la grazia di curare il nostro cammino di fede e, piuttosto che guardare dietro, guardiamo avanti, guardiamo Gesù che ci precede. «Pietro viene invitato da Gesù a preoccuparsi del "Tu seguimi". Anche noi riceviamo oggi lo stesso invito! Quante volte anche noi ci lasciamo prendere dalla curiosità di sapere perché e per come gli altri fanno quello che fanno, ragioniamo ed elucubriamo sulle loro intenzioni, interpretiamo i segni della presenza del Signore nella loro vita! Cose tutte che non ci importano affatto! Nei detti dei Padri del deserto, si legge a proposito di Abba Antonio che un giorno chiese al Signore: "Signore, come mai alcuni muoiono giovani, altri vecchissimi? Perché alcuni sono poveri, e altri ricchi? Perché degli empi sono ricchi e dei giusti sono poveri? E giunse a lui una voce che disse: Antonio bada a te stesso. Sono giudizi di Dio questi: non ti giova conoscerli"» (Figlie di Maria Ausiliatrice, Casa di preghiera s. Biagio, 10/05/2008). |