Omelia (17-05-2026)
diac. Vito Calella
Teofilo, evangelizzatore, promotore del battesimo e del Regno di Dio

Evangelizzare, battezzare, realizzare il Regno di Dio Padre annunciato da Gesù!
Cristo risuscitato, unito al Padre nello Spirito Santo, si fidò degli apostoli, sebbene «alcuni di loro dubitassero ancora» (Mt 28,17b). Nel Vangelo di Marco, li rimproverò «per la loro incredulità e durezza di cuore» (Mc 16,14).
Evangelizzare (Mt 28,19a)
Nonostante quella immaturità, li inviò ad evangelizzare oltre ogni confine: «Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli» (Mt 28,19a). Lo scopo dell'evangelizzazione era il "Regno di Dio", che egli aveva rivelato mediante insegnamenti e miracoli (parole e azioni) prima della sua morte e risurrezione, e di cui aveva parlato loro durante il tempo qualitativo e speciale (quaranta giorni) dal giorno della sua Pasqua fino all'ora della sua ultima apparizione (cfr. At 1,3), ricordata come la sua "ascensione al cielo".
Battezzare nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo (Mt 28,19b).
L'esperienza del "Regno di Dio" si fonda sulla relazione di comunione con Dio Padre, mediante la fede in Cristo e con l'essenziale potenza dello Spirito Santo, celebrata in modo speciale e solenne con il battesimo. Per questo Cristo risuscitato continuò a dire agli apostoli: «Battezzate nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo tutte le nazioni [che saranno evangelizzate]» (Mt 28,19b).
Realizzare il Regno di Dio Padre annunciato da Gesù!
L'esperienza della comunione con la Santissima Trinità ha il potere di trasformare le relazioni dei battezzati con gli altri esseri umani e con le altre creature del mondo (cose, piante, animali della casa comune del pianeta Terra) attraverso atteggiamenti di rispetto e di gratuità, perché possono decidere ogni giorno di lasciarsi guidare dallo Spirito Santo, vegliando sulle forze negative dei loro istinti, sentimenti e pensieri egoistici, e possono essere guidati nelle loro decisioni quotidiane dalla luce di tutti gli insegnamenti di Gesù, che si riassumono nell'unico comandamento dell'amore. Pertanto, l'avventura cristiana continua dopo il battesimo; si rafforza con il sacramento della Confermazione; si rinnova con la comunione eucaristica; ricomincia, dopo una caduta e una deviazione nel peccato, con il sacramento della riconciliazione; trova significato nella guarigione fisica e spirituale anche nella dura prova della malattia, attraverso il sacramento dell'unzione degli infermi! Questa avventura consiste nell' «osservare tutto ciò che Gesù ha comandato» (Mt 28,20a), ora contenuto nei sacri libri del Nuovo Testamento, testimoniando la fede, la speranza e la carità in ogni situazione e fase della nostra vita. Fin dall'ultima apparizione di Gesù ai suoi apostoli, narrata due volte nell'opera dell'evangelista Luca, alla fine del suo Vangelo in Lc 24,50-53 e all'inizio del libro del libro "Atti degli Apostoli" (prima lettura) in At 1,9-11, lo Spirito Santo, «con la sua immensa potenza, con la sua onnipotenza e la sua forza per noi che crediamo» (Ef 1,19), realizza la presenza reale e misteriosa del Cristo risuscitato nei seguenti modi: nella Parola di Dio proclamata, pregata e meditata nel contesto dell'azione liturgica individuale e comunitaria; nel pane e nel vino transustanziati nel suo Corpo e Sangue, memoriale della sua morte e risurrezione; in tutti i più poveri e sofferenti di questo mondo, specialmente i malati; nella comunità ecclesiale che ne costituisce il Corpo di Cristo, attraverso la testimonianza del servizio gratuito di ciascuno dei suoi membri (diaconia); nella vocazione e missione dei ministri ordinati (diaconi, presbiteri e vescovi), chiamati a testimoniare Gesù unito al Padre che opera un'opzione preferenziale per i più poveri (sacramento dell'Ordine sacro nel diaconato) e Gesù, guida e buon pastore del suo popolo (sacramento dell'Ordine sacro nel sacerdozio e nella pienezza dell'episcopato); e, infine, nella vocazione e missione delle coppie sposate, unite in una sola carne dal sacramento del matrimonio, che diventano segno sacramentale dell'amore indissolubile di Cristo con la sua Chiesa. È attraverso tutte queste modalità, reali e al tempo stesso misteriose, che «Gesù, glorioso e risuscitato, sarà con noi fino alla fine del mondo» (Mt 28,20b). Non serve più fissare il cielo, come fecero gli apostoli nel giorno dell'ultima apparizione del Cristo in mezzo a loro, con la manifestazione del suo corpo glorioso pieno di luce. La festa dell'ascensione di Gesù al cielo ci invita a vivere la nostra comunione con la Santissima Trinità, valorizzando la divina presenza dello Spirito Santo in noi e rafforzando la nostra convinzione che Gesù Cristo è veramente l'unico Signore della nostra vita e di tutta la storia di questo mondo e di tutta l'umanità!
Sentire l'onore di essere sempre considerato, in ogni situazione, un "Teofilo"
Che ognuno di noi, questa domenica, nutrendosi alla mensa di questa Parola di Dio, senta che, oltre al proprio nome civile, porta impresso nella mente e nel cuore il nome di «Teofilo» (At 1,1), che significa: "Amico di Dio". Questo perché Dio Padre, per mezzo del suo Figlio diletto e con la forza dello Spirito Santo, confida in ciascuno di noi, nonostante le nostre fragilità, la vulnerabilità della nostra personalità, l'incoerenza e l'immaturità del nostro modo di testimoniare la fede in Cristo, la gratuità dell'amore divino nelle nostre relazioni e la fatica di sperare in una una vita felice su questa Terra e in una pienezza di pace e comunione nella vita eterna dopo la morte fisica.
Pertanto, ci fa bene accogliere la preghiera esortativa dell'autore della lettera agli Efesini, che ci incoraggia a rafforzare questa meravigliosa qualità di essere "Amici di Dio".
Preghiera allo Spirito Santo fatta da chi si sente un "Teofilo"
Spirito Santo di Dio, tu già dimori nella "casa" della nostra anima. Desideriamo che tu abbia la libertà di agire in ognuno di noi con la tua immensa potenza (Ef 1,19a) e con la tua onnipotente azione e forza (Ef 1,19b). Con il dono della tua sapienza (Ef 1,17b), facci conoscere Dio, Padre del nostro Signore Gesù Cristo: la sua infinita misericordia e fedeltà (Ef 1,17a). Spirito Santo di Dio Padre, Egli ha voluto manifestare tutta la tua forza vitale e unificante quando ha risuscitò dai morti il suo Figlio, l"Amato, che era stato crocifisso, e lo ha fece sedere alla sua destra (Ef 1,20). Con il tuo aiuto, vogliamo accettare Gesù Cristo, morto e risuscito, come Signore della nostra vita. Vogliamo riconoscere solo Lui, e non gli idoli di questo mondo, al di sopra di ogni autorità, potenza, forza, dominio e di ogni nome che si possa nominare, non solo in questo mondo, ma anche in quello futuro (Ef 1,21). Possa ciascuno di noi vivere la vocazione e la missione che Dio Padre ci ha riservato, sentendo la gioia e la responsabilità di essere membro del corpo ecclesiale, il cui capo è Gesù Cristo (Ef 1,22). Con il tuo aiuto, possiamo vivere in modo coerente, nel nostro pellegrinaggio terreno, i sacramenti dell'iniziazione cristiana e quelli che hanno già confermato la nostra elezione, sia nella vita consacrata, sia nel sacramento dell'Ordine sacro, sia nel sacramento del Matrimonio. Fa' che la tua azione liberatrice, santificante e unificante renda aperti e illuminati nostri cuori, affinché trabocchiamo della grande eredità della gratuità dell'amore divino, che vive in noi grazie a te, attraverso la carità che mostriamo agli altri, attraverso le nostre opere di misericordia e attraverso il nostro servizio gratuito nella comunità, vivendo così la diaconia per Cristo, con Cristo e in Cristo. E che la speranza di vedere i segni del Regno di Dio Padre, Regno di giustizia e di pace, realizzato su questa Terra, non si spenga mai in noi, perché tu sei la forza dell'unione del Padre nel Figlio e la forza della nostra unione in Cristo. Amen.