| Omelia (14-05-2026) |
| Missionari della Via |
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Il rapporto che siamo chiamati a vivere con Gesù è molto concreto, non è fatto solo di belle parole ma di vita concreta. Egli ci parla di amicizia e ci dice che saremo suoi amici se faremo ciò che ci comanda. A noi questo ci appare strano perché Gesù ha chiamato "amico" anche Giuda nel momento in cui questi lo tradiva! È dunque chiaro che sempre Gesù vuole essere nostro amico, ma non è detto che noi vogliamo essere suoi amici. Cioè, siamo noi col nostro comportamento che ci facciamo suoi nemici. Egli, infatti, non viene a condannarci, ma a salvarci; siamo noi col nostro agire che decidiamo cosa farne della nostra vita; siamo noi, con il nostro comportamento, a definire il nostro fine ultimo. In fondo il giorno del giudizio raccontato in Matteo 25 è molto chiaro: la salvezza viene dall'aver amato coi fatti e nella verità; la perdizione invece viene dal non aver amato, dall'aver vissuto in maniera egoistica, ciechi alla sofferenza che vi era attorno a noi! Gesù ci ricorda di rimanere nel suo amore perché noi possiamo imparare ad amare come Lui ha amato, e rimaniamo nel suo amore se osserviamo i suoi comandamenti. Sì, solo se viviamo nel e del suo amore saremo capaci di amare gli altri come Lui ci ha amati. Egli ci ha donato infatti un nuovo modello: non più amare l'altro come noi stessi, ma amare l'altro come Egli ci ha amato. Non è certo facile, ma se Lui vive in noi allora tutto è possibile! Per non scoraggiarci partiamo dal piccolo, dalle piccole cose fatte per amore, la vita ci dona tante possibilità di fare del bene, non abbiamo scuse. Magari non risolveremo il problema della fame nel mondo, ma possiamo aiutare il povero che abbiamo accanto. Magari non porteremo la pace nel mondo, ma possiamo iniziare a portare pace attorno a noi... iniziamo ad essere noi il cambiamento che vorremmo avvenisse nel mondo! «Dal Vangelo, vorrei estrarre solo due piccole osservazioni. Il Signore ci rivolge queste meravigliose parole: "Non vi chiamo più servi? ma vi ho chiamato amici". Il Signore definisce l'amicizia in un duplice modo. Non ci sono segreti tra amici: Cristo ci dice tutto quanto ascolta dal Padre; ci dona la sua piena fiducia... ci mostra il suo amore appassionato che va fino alla follia della croce. Egli Ci ha reso suoi amici - e noi come rispondiamo?". Il secondo elemento, con cui Gesù definisce l'amicizia, è la comunione delle volontà. "Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando". L'amicizia con Cristo coincide con quanto esprime la terza domanda del Padre nostro: "Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra". Nell'ora del Getsemani Gesù ha trasformato la nostra volontà umana ribelle in volontà conforme ed unita alla volontà divina. Ha sofferto tutto il dramma della nostra autonomia - e proprio portando la nostra volontà nelle mani di Dio, ci dona la vera libertà: "Non come voglio io, ma come vuoi tu"» (Benedetto XVI). |