| Omelia (13-05-2026) |
| Missionari della Via |
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«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso». Questa frase di Gesù mette in risalto una parola che si chiama "gradualità". Gesù sa bene che noi riusciamo a capire e a vivere le cose solo un po' alla volta. Nella vita spesso le cose non sono subito bianco o nero ma questo passaggio di colori avviene attraverso tanto grigio. Dio non dice tutto e subito: non perché vuole tenerci nell'ignoranza ma semplicemente perché è consapevole del peso che possiamo portare. Una vocazione, che sia al matrimonio o alla vita consacrata, non si realizza dall'oggi al domani ma richiede un tempo di discernimento. Anticipare, non accompagnando con gradualità questa maturazione interiore significa far scappare, per paura, le persone dalla missione che Dio vuole loro assegnare. Ad esempio, se una persona sta in una stanza completamente al buio e qualcuno all'improvviso spalanca completamente una finestra, quella luce risulterà inizialmente insopportabile e invece di aiutarla a vedere la porterà ad una iniziale cecità. Ma se quella finestra fosse aperta in maniera graduale, l'occhio si abituerebbe alla luce senza accecarsi, beneficiandone senza dolore. Così Dio fa con noi: Egli ci educa rivelandoci in maniera graduale la Verità del Vangelo. Ora, se Dio fa questo con noi, se ci aspetta con pazienza nelle nostre innumerevoli cadute, non dovremmo farlo anche noi con gli altri? Quante volte invece subito ci arrabbiamo con le persone per le loro cadute, per il loro modo a volte poco evangelico, pretendendo subitanei cambiamenti! Ma questo Dio a noi non lo ha chiesto! Ci ha aspettato e continua ad aspettarci! Chiediamo il dono dello Spirito affinché diventiamo capaci di accompagnare le persone con gradualità verso il loro pieno compimento. «Vi è una crescita anche nella conoscenza di Dio, perché essa non è data una volta per tutte. Lo Spirito ci introduce, facendocene fare esperienza dall'interno. Impariamo, da discepoli/e, a conoscere il Signore ogni giorno della nostra vita, "di inizio in inizio, per inizi che non hanno mai fine" (Gregorio di Nissa). La Trinità non è tanto una realtà da capire, ma piuttosto da vivere... Per entrare nella "verità tutta intera" sono necessarie delle relazioni autentiche. Non è tanto un cammino verso un concetto, ma piuttosto un percorso che porta verso qualcuno. Per mezzo dello Spirito si può scoprire la tenerezza del Padre (paternità) insieme alla gioia di essere figli (figliolanza) nello scambio vicendevole d'amore, che è lo Spirito Santo» (sr Elena Conforto, MMX). |