Omelia (11-05-2026)
Missionari della Via


Nel Vangelo di oggi, Gesù annuncia e promette la venuta della Spirito Santo, il "Paraclito". È bello pensare che il primo compito del "Paraclito", che significa "colui che è chiamato vicino", tradotto anche come "Consolatore", è quello di mostrare tutta la Verità che Gesù ha insegnato. Gesù ci chiama a dare testimonianza alla verità, a "mostrare" con la vita tutta la Verità del Vangelo. La nostra testimonianza è credibile se appare nelle nostre parole e nel nostro agire. Siamo credibili se siamo disposti pure a soffrire per amore della verità, per questo Gesù non ci ha promesso applausi e lode, ma ci ha messo in guardia dicendoci che avremo persecuzioni e incomprensioni. Quanti cristiani in tante parti del mondo oggi vengono uccisi solo per il fatto di essere cristiani e operatori di pace. Dag Hammarskj-ld, premio Nobel per la Pace nel 1961, quasi presagendo la sua tragica fine, aveva scritto nel suo diario: «Se colgono nel segno e uccidono, che c'è da piangere? Altri ti hanno preceduto, altri seguiranno...». Davanti a tanti testimoni credibili, domandiamoci: noi quale prezzo siamo disposti a pagare pur di non svendere la verità del Vangelo?

Chi sono i martiri? «Sono cristiani conquistati da Cristo, discepoli che hanno imparato bene il significato di quell''amare fino all'estremo' che portò Gesù alla Croce.... Non esiste l'amore a puntate, l'amore a porzioni. L'amore è totale e quando si ama, si ama fino all'estremo. Sulla Croce, Gesù sentì il peso della morte, il peso del peccato, ma confidò pienamente nel Padre, e perdonò. Non pronunciò quasi parola, ma diede la vita. Cristo ci ‘primerea' nell'amore: i martiri lo hanno imitato nell'amore fino alla fine. Dicono i Santi Padri: ‘Imitate i martiri!‘ Bisogna sempre morire un po' per uscire da noi stessi, dal nostro egoismo, dal nostro benessere, dalla nostra pigrizia, dalle nostre tristezze, e aprirci a Dio, agli altri, specialmente a quanti ne hanno più bisogno» (Papa Francesco).