Omelia (10-05-2026)
padre Gian Franco Scarpitta
Lo Spirito capace di amore

Siamo ancora nella fase del discorso di commiato di Gesù, che intrattiene gli apostoli prima di lasciare che le tenebre prendano il sopravvento su di lui e, avendo lui dimostrato l'intensità del suo amore per loro con la lavanda dei piedi, gesto unico e inequivocabile che di questo amore è la massima espressione, chiede loro di "osservare i suoi comandamenti per restare nel suo amore", raccomandando che "chi mi ama, osserverà i miei comandamenti." Dei comandamenti tornerà a parlare Giovanni nella sua prima lettera, delineando la necessità della loro osservanza, perché "Chi dice: lo conosco e non osserva i suoi comandamenti, è un bugiardo e la verità non è in lui"(1Gv 2, 4). Quello che Gesù comanda in realtà non è gravoso e inverosimile anche se comporta eroismo. Nella sintesi dei suoi moniti e comandamenti ce n'è uno solo: ama come io ti ho amato. Nell'Antico Testamento si diceva: "Ama il prossimo tuo come tee stesso"(Dt 6); le due espressioni però si equivalgono, perché l'amore ha una dimensione verticale, una centrale e una orizzontale: essere amati da Dio comporta amore verso Dio, che poi va ricolto verso se stessi e poi verso il prossimo universalmente inteso. Coltivare attentamente se stessi, alimentare la propria mente con la sana cultura e il pensiero raffinato, l'anima con la preghiera e con la meditazione, avere cura del corpo con la salute e la sana alimentazione, accettare se stesso con autostima, credere in se stessi e accrescere i propri talenti sfruttandoli per gli altri, questo è amore verso se stessi. Indispensabile prerogativa perché l'amore al prossimo sia qualitativo prima ancora che quantitativo. Perché sia amore sempre motivato, rinnovato e creativo, occorre che ne facciamo esperienza perché gli altri lo esperiscano. Amare il prossimo vuol dire non porre limiti all'amore medesimo che vuole raggiungere chiunque si trovi sulla nostra strada e ben oltre. L'amore per gli altri è amore di agape, cioè di donazione spontanea che intende dare senza aspettarsi di ricevere, bed diverso dell'amore egoistico che vuole solo prendere per sè (eros) e ancora più completo del solo amore di filia, cioè di amicizia e filantropia. E' amore universale e sconfinato che non pone limiti a se stesso, ma piuttosto trova nell'altro un altro me stesso.
L'amore non può che essere infaticabile, convinto e aperto a tutto, senza riserve, per questo non può che provenire dallo Spirito della verità. Lo Spirito è il paraclito, Colui che ti è vicino per sostenerti e per difenderti, quindi l'avvocato; lo Spirito di verità che ci conduce alla libertà liberatrice. In forza di questo Spirito, che ha accompagnato Gesù nei trascorsi della sua missione e che da Gesù verrà dispensato universalmente per l'annuncio libero, ma motivato e disinvolto, è il solo che possa consentirci di vivere nell'amore, quindi di osservare i Comandamenti. Osservare i comandamenti non è mai sproporzionato alle nostre possibilità e non comporta gravami laceranti, anche mettendo a raffronto quello che Dio ci chiede di fare con quello che lui stesso ha fatto per noi. Chi tuttavia ci mette in condizione di osservare i comandamenti di Dio è sempre lo Spirito Santo che guida alla verità facendoci trovare questa nel Risorto e facendoci perseverare nella via, nella verità e nella vita e non possiamo pertanto disattendere all'azione stessa dello Spirito che fa "dimorare" Dio in noi. Lo Spirito ci conduce infatti a familiarizzare attraverso il Figlio con il Padre, rendendoci partecipi di questa comunanza di identità sostanziale che li caratterizza, per la quale "Io sono nel Padre e il Padre è in me", realizzando così fra di noi il vincolo di amore che lega i Due nella sfera della divinità assoluta. Lo Spirito ci conduce infatti a familiarizzare attraverso il Figlio con il Padre, rendendoci partecipi di questa comunanza di identità sostanziale che li caratterizza, per la quale "Io sono nel Padre e il Padre è in me", realizzando così fra di noi il vincolo di amore che lega i Due nella sfera della divinità assoluta. Lo Spirito è il nostro vincolo con Dio trinità, ci inserisce nei Tre perché siamo tutti Uno nella comunione con questi Tre.
E sempre lo Spirito discenderà anche in Samaria per opera degli apostoli che, basiti e interdetti, vedono tantissimi associarsi al loro seguito per la scelta di Gesù Cristo, e che discende anche su coloro che "non hanno ricevuto lo Spirito, per avallare ulteriormente la loro consacrazione battesimale. Lo Spirito ancor una volte della verità, per il quale i Comandamenti non sono gravosi, ma elementi di vita e di salvezza.